Rovetta – Sovere – Sveva, 16 anni, ‘Il fu Mattia Pascal’, la musica, Patty Smith, il rock e quella voce che fa venire i brividi: “Sono una mosca bianca? Lo so e sono felice così”
Classe 2009, cresciuta a latte e musica, figlia d’arte, di quel Mirko Sana, voce e anima dell’Isola d’Erba ma anche dei Fratelli Sana
“Ero a una festa, i miei amici stavano ascoltando una musica che io non reggo, stavo leggendo ‘Il fu una Mattia Pascal’ di Pirandello e mi sono detta ‘metti che lui sente questa musica, cosa pensa di me?’ e così ho preso il mio libro e sono uscita a leggere”.
Ecco. Sveva è così. Un vulcano. Spontanea. Creativa. Con una voce da pelle d’oca. Con i suoi libri e soprattutto la sua musica. Quella musica che sembra uscita dritta dagli anni ’70, ma non per un viaggio all’indietro, macché, scordatevelo, uno sguardo al passato per colorare d’incanto il futuro. Già, Sveva Sana. Segnatevelo. Perché ne sentirete parlare ancora. Qui, in questa redazione di frontiera, in questi 40 anni ne sono passati tanti di talenti, alcuni, molti, direi quasi tutti, sono rimasti coi loro sogni addosso, che comunque non è certo poco, alcuni ce l’hanno fatta, hanno fatto diventare la loro passione il loro mestiere e Sveva ha tutte le carte in regola, o meglio, tutte le note musicali, al posto giusto. Classe 2009, Scienze Umane al Fantoni di Clusone, cresciuta a latte e musica, figlia d’arte, di quel Mirko Sana, voce e anima dell’Isola d’Erba ma anche dei Fratelli Sana, che da decenni cantano la Resistenza sui palchi di mezza Lombardia.
Sabato pomeriggio di maggio, Sveva arriva in redazione con papà Mirko che oggi era alle prese con la… pittura, nel senso che stava dipingendo una stanza di casa sua, quindi si va di fretta, o forse no: “Doveva essere color tortora ma poi mi si è sporcata e ho dovuto rifarla”, Mirko e Sveva sono la fotocopia dell’anima uno dell’altro, inquieti e creativi allo stesso modo ma su strade diverse, come è giusto che sia tra generazioni diverse.
Quando hai cominciato a cantare Sveva? “Non lo ricordo, forse cantavo da sempre”. Le chiediamo di farci sentire qualcosa e Sveva sorride e canta a cappella, così, una voce da brivido e un brivido che si fa voce. “Io cantavo, ero in giro per concerti e mia moglie era dietro le quinte che allattava Sveva – sorride Mirko – la musica ha cominciato ad ascoltarla da subito, cresceva così, con noi”. Sveva ogni tanto canta con papà, sonorità anni ’60, ispirata da grandi voci, Patty Smith: “L’ho vista a ottobre e Bergamo in concerto, alla fine non ce l’ho fatta, sono corsa sotto il palco, mi ha regalato la sua scaletta firmata, ho pianto tutto il concerto”. Ma anche Janis Joplin e molto altro. “Ora ho un mio gruppo, si chiamano i ‘Malastrana’, dal nome di un quartiere di Praga, il nome lo ha trovato Tommy, che suona nel mio gruppo”.
Sveva ha un fratellino, Nicolò, 13 anni, anche lui con la voce ci sa fare: “Lui però preferisce i cantautori – racconta papà Mirko – lo scorso anno siamo andati io e lui a vedere Bennato. Ascolta De Andè, Dalla, Battisti, insomma, cantautori”.
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