Non ho nemmeno le tasche buche e non so nemmeno se ho un buco dove infilare una tasca. Il tempo è appiccicato addosso e non mi molla, aspira infinito dal mio cuore e il battito diventa solo un conto alla rovescia.
Ma io di rovescio voglio solo un diritto che si è spostato perché stanco di aspettarmi. Cosa vuoi che ti dica? Arrivo a un bivio senza strade da scegliere. Quando ho salite davanti sento così forte la voglia di tornare indietro che poi finisce sempre che vado avanti per capire dove posso arrivare.
Ma ho così bisogno di me che mi cerco in te.
Sono così tanti mesi che sto con me che ho imparato a ritrovarmi ogni volta che mi dimentico dove mi sono lasciata. Prima non mi succedeva mai.
Alcune volte la vita diventa una finestra. Le cose stanno tutte di là. Come nei sogni, un panno che vola nel vento, una primula che sboccia nell’ultima neve, una ragazza che si incanta davanti all’alba, tutto lì, in quella luce chiara del mondo dove mi ero dimenticata di tornare.
Siamo stati in guerra. Siamo tornati. Un po’ stanchi. Ma siamo tornati.
E sei ancora qui. La carestia del tuo profumo ferisce sempre. Me lo metto addosso. E ritorno dove ero rimasta. Il cielo si porta nel cinto di nuvole.
La luna ricurva. Sotto la forma di spicchio io voglio riposarti in mano. Sono un mare senza riva, tu cerchi le mie conchiglie. Stanno sul mio fondo. Forse il cuore è il mondo. Forse.

