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Bronzone patrimonio dell’Unesco: un’opportunità

Nel giugno dell’anno scorso venivo invitato quale rappresentante istituzionale all’ottava conferenza internazionale prevenzione emergenza ambientale, dal tema “La protezione dei territori e degli alberi”, svoltasi presso l’aula dei Gruppi Parlamentari alla Camera dei Deputati.
La stessa è stata organizzata dall’Associazione Social Future Project Italia APS unitamente alla consorella Futurlab Costruiamo il Futuro APS e dall’Ente Intergovernativo I.E.M.O. (International Emergency Management Organization presso ONU).
L’evento è stato Patrocinato dalle massime Istituzioni del Governo italiano, dal Parlamento Europeo, FAO, ONU, Stato del Vaticano, Ministeri competenti come MASE, Protezione Civile da Enti Regionali e Comuni, da ISPRA, INGV etc.
Molti i temi trattati ed i relatori, ricercatori ed esperti anche dall’estero che, ognuno per le proprie competenze, hanno illustrato temi legati all’ambiente, come l’agroalimentare, i sistemi agricoli, la geofisica e la vulcanologia, l’impatto delle industrie ecc.
Nell’ambito della conclusione dei lavori sono state avanzate alcune proposte territoriali tra cui la candidatura del Monte Bronzone e del suo territorio a Geoparco Unesco.
Essendo l’unico rappresentante istituzionale della nostra zona presente, sono stato incaricato di fare da portavoce e presentare la proposta alla Comunità Montana dei laghi Bergamaschi, di cui fa parte il Monte Bronzone, la quale avrebbe poi coinvolto l’Ambito Basso Sebino.
La richiesta è stata depositata il 6 novembre scorso presso gli uffici della Comunità Montana, nella quale viene ribadita l’importanza che avrebbe questo riconoscimento, quale patrimonio naturalistico, storico, geologico, culturale di tutela e di sviluppo sostenibile del nostro territorio, oltre che di impatto positivo sull’ambiente e la vita dei suoi abitanti.
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