Lovere, Lucchini e quell’aumento di produzione (da 250 mila tonnellate a 310 mila tonnellate, + 25%): “E’ un innalzamento del limite autorizzato di produzione, che non implica automaticamente un aumento immediato dei volumi. Sviluppo responsabile di lungo periodo”
La Provincia di Bergamo ha autorizzato l’aumento di produzione della Lucchini da 250 mila a 310 mila tonnellate annue
Ampliamento produzione. Se ne parlava da tempo. Se ne discuteva, si rimandava, ci si reincontrava. Ora la decisione, la Provincia di Bergamo ha autorizzato l’aumento di produzione da 250 mila a 310 mila tonnellate annue (+24%). Un aumento importante. Non sono previsti nuovi macchinari e nemmeno la modifica degli attuali capannoni, la richiesta era stata depositata 3 anni e alla fine dello scorso anno la Provincia aveva stabilito che per procedere sarebbe stata sufficiente un’integrazione all’Aia, senza dover passare dalla Valutazione di impatto ambientale (Via). Preso atto di questo, i Comuni di Lovere e di Castro, Ats Bergamo, Arpa Lombardia, Uniacque e lo stesso ente provinciale, riuniti in una conferenza dei servizi, avevano stabilito che dalla ‘realizzazione del progetto non ci si attendono ripercussioni sull’ambiente di importanza tale da rendere necessaria la procedura di Valutazione di impatto ambientale’, prescrivendo però un monitoraggio degli effetti dell’aumento di produzione su aria, acqua e suolo (le cosiddette ‘matrici ambientali’). E ‘qualora i dati di monitoraggio risultassero marcatamente discordanti rispetto alle previsioni, verrà richiesto all’azienda di mettere in atto tutti gli interventi tecnici e organizzativi’ che servono a garantire il rispetto di quei parametri che avevano permesso di escludere la necessità di una Via, si legge nella determina provinciale. L’autorizzazione all’incremento dei volumi produttivi, come sottolineato da Luigi Lucchini, amministratore delegato di Lucchini RS per la divisione forgiati e fusi, nonché di Lucchini Mamé Forge, “si inserisce in modo coerente nel percorso industriale del gruppo e riflette una visione di sviluppo responsabile e di lungo periodo. È importante chiarire che si tratta di un innalzamento del limite autorizzato di produzione, che non implica automaticamente un aumento immediato dei volumi, né l’installazione di nuovi impianti o modifiche sostanziali dei cicli produttivi esistenti”. Lucchini ha quindi evidenziato come l’obiettivo principale di questo incremento sia “una conduzione più efficiente e continua degli impianti attuali, rafforzando le produzioni del Gruppo a supporto delle esigenze dei clienti e delle diverse business unit, in un contesto di continuo miglioramento della produttività che è requisito essenziale per competere a livello globale”.
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