Clusone, Maria Grazia e suo figlio Davide: “Mi copriva di amore e di regali, cantavamo insieme, eravamo felici…”
Davide, classe 1984, è morto il 10 febbraio dello scorso anno, in ospedale, a Mozzo, sei mesi dopo un incidente con il suo quad
Maria GraziaBalduzzi è seduta sul suo divano, la tv accesa su una partita di tennis, la bombola di ossigeno vicino a lei, medicine su un tavolino, una bottiglietta d’acqua e una statuetta in plastica di una Madonnina. Attorno, nel soggiorno, oggetti colorati e fotografie ovunque. Davide qui rimane. Davide qui lo si respira dappertutto. Maria Grazia racconta: “Lo sai che lui è stato l’ultimo alpino di Clusone?”, Davide è morto il 10 febbraio dello scorso anno, in ospedale, a Mozzo, sei mesi dopo un incidente con il suo quad. Davide, classe 1984, aveva da poco compiuto 40 anni, viveva con mamma Maria Grazia, con papà Tomaso e col fratello Giovanni, qui, alle Fiorine: “Io e Tomaso – racconta Maria Grazia – ci siamo sposati nel 1984, io sono di Clusone, lui qui delle Fiorine, ci siamo conosciuti perché io lavoravo da Ferrari Grafiche e lui veniva a riparare le macchine della stampa, avevamo un amico in comune che lavorava alla Fibrillia ed era morto nel 1980”. Tomaso, (ora 77 anni) e Maria Grazia (66 anni), vivono con Giovanni, 38 anni: “Io – continua Maria Grazia – sono figlia unica e quando è nato Davide eravamo tutti felicissimi, ricordo che la mia mamma lo adorava, il suo primo nipote, lo portava in giro con orgoglio, io allora lavoravo”. Tomaso mentre Maria Grazia racconta, mostra fotografie, album di ricordi con frasi annotate, dal primo dentino alle foto della prima comunione e poi la montagna, già, la grande passione di Davide che condivideva con la sua…cagnolina, Stella: “L’ha portata sulle spalle sino a 3000 metri”. Com’era Davide da piccolo? “Come lo era da grande, sempre curioso e felice. Da piccolo lo portavo al centro Ruggeri (un centro sportivo qui a Clusone con spazio per giochi ndr) c’era un elicottero che girava e lui si divertiva tantissimo. La mia mamma lo portava all’asilo, lui era biondo e ricciolo, lei mora e con gli occhi neri e lei era orgogliosissima, anche di Giovanni, ma Davide era il primo nipote. Intanto io lavoravo, stampavamo anche Araberara allora, una faticaccia, perché erano mazzette pesantissime, mi tiravano indietro dal peso quando le sollevavo. Intanto Davide cresceva, la Prima Confessione a Clusone, la Prima Comunione alle Fiorine. Le Elementari e le Medie a Clusone, poi si è iscritto a Geometra qui al Fantoni, dopo il diploma ha fatto il praticantato in uno studio ad Ardesio e dopo il praticantato è diventato geometra a tutti gli effetti e lavorava, era felice, eravamo felici”. Maria Grazia sorride. “Al terzo anno voleva mollare, poi l’ho convinto a tenere duro, in matematica non andava bene, cosi è andato a ripetizioni da un ingegnere qui a Clusone, alla fine è passato dal 4 al 9, insegnava ai suoi amici, diceva che aveva capito il meccanismo”. Con Giovanni andava d’accordo? “Sì, d’accordissimo, Giovanni vive qui sotto, nell’appartamento che era di mia suocera”. Davide era un fiume in piena di vita: “Amava la montagna, praticava anche sci alpinismo, andava coi roller, una volta tra Vello e Marone Stella, la sua cagnolina è caduta nel lago, lui è entrato coi roller a prenderla. Era anche nella confraternita del Santissimo Sacramento, lo era anche mio papà e anche mio nonno Santo, e lui Davide lo ha fatto per 12 anni”. E poi gli alpini: “Aveva tanti amici negli Alpini, compagni di naia, non ha mai saltato una sfilata, e con i suoi compagni di naia si ritrovata una volta all’anno, uno di loro è morto in un incidente in moto, aveva 24 anni e Davide ha voluto conoscere i suoi genitori e andava a trovarli ogni tanto, lui era così. E quando ha avuto l’incidente sono venuti in ospedale a trovarlo…”. Un incidente terribile, inaspettato: “Era la notte tra il 10 e l’11 agosto, lui si è fatto male intorno a mezzanotte e mezza, aveva preso il quad, pensavamo fosse andato in baita a dormire, ci andava spesso quando faceva caldo, era sul Monte Alino, probabilmente gli ha attraversato qualcosa oppure visto che il tratto era un po’ in pendenza è scivolato ed è finito in un canalino, ha battuto la testa contro un palo della segnaletica”. Maria Grazia si ferma un attimo, ha gli occhi lucidi, poi riprende: “Quella mattina avevo preparato il nostro frigo portatile, alette, spiedini e tutto quello che serviva per fare grigliata e polenta nella nostra baita. Eravamo a metà strada quando ci hanno chiamati i carabinieri per dirci che era successo un incidente, mi hanno chiesto se Davide soffriva di allergie o di altro, lo stavano operando, aveva un trauma cranico importante, è stato un mese e mezzo in terapia intensiva e poi lo hanno trasferito a Mozzo”.
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