Clusone, Tessilcasa, sulla soglia dei 50 anni. Da Aldo e Giusy ai figli Andrea e Alessandra
“Dalla biancheria per la casa alle tende, noi puntiamo sempre sulla qualità. Facciamo prodotti su misura”
A Clusone, quando si parla di tende e biancheria, viene immediatamente in testa un nome: Tessilcasa. La storia di questa storica realtà commerciale inizia oltre mezzo secolo fa. Alla sua guida c’era Aldo Savoldelli, che nel 2023 ha passato il testimone ai suoi figli, Andrea e Alessandra. Quella di Tessilcasa è una storia fatta di impegno, dedizione, sacrifici e soprattutto tanta, tanta passione. Ingredienti fondamentali che sono passati di generazione in generazione.
È proprio insieme ad Aldo che ripercorriamo passo dopo passo questa avventura.
Non potevamo che darci appuntamento nel negozio di via Dante, a Clusone. Mentre Andrea è impegnato in ufficio e Alessandra sta dispensando consigli a una cliente, riavvolgiamo il nastro insieme ad Aldo.
Quando è nato tutto questo? “Mi sono diplomato in Ragioneria qui a Clusone, ma i miei genitori in quegli anni avevano una piccola fabbrica di coperte a Gandino. Lì ci lavoravano i miei fratelli, mentre io volevo fare qualcosa di mio. Mio papà mi aveva consigliato di aprire una mia attività sempre nel campo del tessile e così, su consiglio di un suo amico, ho aperto un negozio a Castione, era il 1° gennaio 1975. Lì c’era tanto entusiasmo, si lavorava bene d’estate e sotto le feste di Natale perché c’era il via vai di turisti e villeggianti, poi però durante l’anno non si lavorava molto. Dopo due anni abbiamo perciò deciso di aprire a Clusone, proprio qui, dove siamo ancora oggi”.
Questo è stato il vero trampolino di lancio per Tessilcasa: “Era gennaio del 1977, all’inizio eravamo in affitto, ma dopo poco tempo il titolare mi ha chiamato per dirmi che avrebbe voluto vendere il negozio e le alternative erano due: andarmene oppure acquistarlo. Non ti nascondo che sono rimasto spiazzato perché per me questo era un tentativo. I soldi non erano molti e io non volevo dipendere dai miei genitori… ho deciso in fretta: ho fatto il mutuo all’Artigiancassa e oggi posso dire che è stata la mia fortuna”.
In 50 anni sono cambiate molte cose: “Il lavoro era chiaramente diverso rispetto ad ora, i clienti non erano molto esigenti e con poco si riusciva a lavorare. Abbiamo iniziato con la biancheria per la casa, le lenzuola, le trapunte e altri prodotti di questo tipo; pian piano abbiamo poi introdotto le tende, un lavoro che ha sempre funzionato, poi anche io mi sono perfezionato, mi sono impratichito… anche per me era un tabù”.
Parli quasi sempre al plurale… “Certo, perché ho sempre avuto l’appoggio di mia moglie Giusy, che purtroppo è mancata due anni fa”.
Gli occhi di Aldo si fanno lucidi, i ricordi affiorano uno dopo l’altro, una dolce carezza sul cuore: “Mia moglie ha lavorato molto, sai, poi sono nati i figli, c’era la casa da seguire, sua mamma gestiva la Trattoria Presolana e aiutava anche lì, però quello che abbiamo oggi l’ho creato insieme a lei. Non c’era una divisione dei compiti, ci si dava sempre una mano, sicuramente lei seguiva di più i clienti e si occupava della vendita”.
Come sono cambiate le esigenze dei clienti in questi anni? “Adesso sono molto più pretenziosi, sono più attenti al lavoro che si fa e ai prodotti. Quando siamo partiti con la produzione delle tende avevamo cinque campioni e riuscivamo a lavorare con quelli, adesso ne hai più di 300, ma non sono abbastanza”.
Un grande orgoglio vedere che i figli seguono le orme del padre: “Sicuramente sì, l’attività era già ben avviata ed era sana, ma se loro non avessero voluto continuare, penso che avremmo chiuso. Invece, hanno voluto provare, Andrea è qui fin da quando era un ragazzino, aveva iniziato con me a montare le tende da esterno, mentre Alessandra, dopo aver fatto l’università, ha lavorato per diversi anni in paese dall’ottico”.
Nel frattempo, Alessandra ci ha raggiunto, sorride: “Io sono praticamente cresciuta qui, ricordo quando da piccola venivo a fare i compiti e c’era la mamma che era sempre super impegnata. A me di questo lavoro è sempre piaciuto il rapporto con il cliente, anche se in passato c’era più via vai”.
In questi 50 anni ci saranno stati alti e bassi anche nella vostra attività: “Devo dire che quello che ci ha salvato – dice Aldo – è stato il campo delle tende, che è sempre stato in continuo sviluppo. Dico questo perché noi facciamo prodotti su misura, dando quindi al cliente un servizio di consulenza e posa in opera che magari altrove non trova”.
Riprende Alessandra: “Con l’avvento di internet e dei centri commerciali, oggi sarebbe difficile pensare di resistere con un negozio di sola biancheria, anche se quando sono arrivata ho voluto mantenere questo aspetto che fa parte della nostra tradizione; questo anche perché mi piace molto il rapporto con il cliente e nel campo delle tende riusciamo a fare qualcosa di personalizzato”.
Come funziona oggi il vostro lavoro? “Facciamo il sopralluogo con rilievo misure, mostriamo al cliente i tessuti e gli accessori, procediamo con il preventivo e ordiniamo i prodotti. E, infine,si va in confezione”.
Sono cambiati anche i tipi di tessuto? “Sì, negli anni Settanta piaceva molto il misto lino, bianco o grezzo, così come è cambiato il tipo di tendaggio, si è passati da quello arricciato al pannello, poi il pacchetto; adesso si preferiscono tende moderne e più lineari. Insomma, anche in questo campo si segue la moda, che ovviamente cambia. Oggi piace molto lo stile minimal, anzi, le tende tecniche che si vedevano solo negli uffici, adesso vanno anche in casa”.
Chi sono i vostri clienti? “Serviamo soprattutto i privati, ma anche le aziende, dove solitamente si montano le tende a rullo o le veneziane. Col tempo ci siamo specializzati molto sulle tende da esterno e il campo è molto vasto. Adesso quando si va dal cliente si sta anche più di un’ora, perché la gamma è molto vasta, prima c’era solo la tenda classica con azionamento manuale, mentre adesso ci sono innumerevoli opzioni”.
Riuscite ad avvicinare la clientela giovane? “Sì, nel campo delle tende ci sono anche i giovani, perché tengono alla casa nuova e all’arredamento, mentre stanno iniziando a mancare per quanto riguarda la biancheria, perché si guarda molto alla praticità e quindi prediligono i tessuti sintetici, che si puliscono più facilmente”.
Aldo sorride: “Una volta c’era la moda della dote e tante signore venivano qui ad acquistare le lenzuola che poi ricamavano, cosa che oggi non si fa più e si comprano le cose necessarie quando ci si sposa”.
Alessandra poi specifica: “Anche dal punto di vista della biancheria abbiamo voluto differenziarci e tenere una certa qualità. I supermercati e l’online sono spietati al giorno d’oggi. Posso assicurarti che anche nel confezionare una semplice tendina c’è dietro tanto lavoro e molti non lo immaginano. Non sono nemmeno ammessi errori e per questo ogni tanto chiedo ancora consigli a papà”.
Quali sono le soddisfazioni più belle che avete raccolto? “Ci siamo fatti un bel nome – dice Aldo senza esitazione – Tessilcasa è sempre stato considerato un bel negozio e questo ha contribuito ad aumentare anche la clientela. E poi sono felice che i miei figli abbiano proseguito”.
Lavorare in famiglia non è sempre semplice… “Ho sempre detto ad entrambi di andare d’accordo e fino ad ora è andato tutto bene; io sono ancora qui e quando serve do una mano, perché credo che l’esperienza conti ancora, ma loro hanno imparato bene il mestiere e possono proseguire anche da soli”.
Qui in negozio si trova spesso anche Clara: “È qui da sempre e ha lavorato per 40 anni fianco a fianco con Giusy. E poi c’è Marcello, che è con noi dal 2021 e affianca Andrea per il montaggio delle tende”.
Nel frattempo ci raggiunge anche Andrea: “Io ho iniziato ad aiutare papà in estate, quando avevo 14 anni, e sono qui dai primi anni Duemila, quando mi sono diplomato al liceo Scientifico. Lavoriamo soprattutto sul nostro territorio, ma veniamo chiamati anche da fuori provincia, dai clienti che hanno nella nostra zona la seconda casa. Sai, in città si sentono dei numeri, qui sono più coccolati e diamo un servizio di consulenza e assistenza, che non è scontato”.
La porta del negozio si apre, è tempo di tornare al lavoro, solo un ultimo sguardo, stavolta al futuro: “Ci sono periodi dell’anno in cui ci sarebbe bisogno di un aiuto in più, ma ci piace l’idea di continuare ad essere un’attività familiare, perché siamo convinti che serva attenzione e delicatezza e quando siamo noi a gestire tutto sappiamo come lavorare, cosa che non riusciremmo a fare se ci appoggiassimo all’esterno. Sicuramente, cercheremo di restare al passo con i tempi per rispondere a tutte le esigenze dei clienti”. Con la passione e l’entusiasmo di sempre.
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