Clusone, i ragazzi della 4ª B del Liceo Scientifico Fantoni discutono (al pomeriggio) sui massimi sistemi
Alcuni temi trattati: “Bisogna imporre la democrazia?”, “La ridistribuzione della ricchezza in Italia e nel mondo”
Inauguriamo in questo numero una pagina che ci piace molto e che in redazione progettiamo da tempo. Si fa un gran parlare di giovani, ma poi gli si dà poco o per nulla lo spazio in cui esprimere la loro visione del mondo, i progetti in cui credono e come vivono questo momento storico così complicato e incerto. Loro sono il futuro e vogliamo capire come lo vogliono costruire.
Oggi siamo stati accolti all’Istituto Fantoni di Clusone, dove abbiamo incontrato gli studenti che hanno ideato un progetto extrascolastico per confrontarsi sui temi di attualità, con l’appoggio dei professori e della dirigenza che però hanno “solo” offerto gli spazi, senza interferire nelle loro discussioni.
I promotori sono Matteo Trussardi di Rovetta e Alessandra Lococo di Rogno; entrambi frequentano la classe 4ªB del liceo scientifico. Dunque, Matteo, di che progetto si tratta?
«Si tratta di un momento di dibattito, dedicato e gestito solo dagli studenti, in cui si parla, si discute, ci si informa su tematiche di vario tipo. Ci ha aiutato anche il contesto in cui siamo: nella nostra classe i compagni sono sempre molto propensi a discutere, sia in classe, che durante l’intervallo. Abbiamo provato a creare dei momenti dedicati, il giovedì pomeriggio, per non ridurre il confronto ai ritagli di tempo”.
Noi ci troviamo esattamente dove si svolgono questi momenti, ovvero nella “sala-accoglienza”, un’aula grande e luminosa che diventa ogni quindici giorni la vostra agorà. Ma quando è iniziato tutto questo? Qual è stato l’innesco, Alessandra? «L’idea ci è venuta anche partecipando ad un altro progetto della scuola, ovvero “il Giardino dei Giusti” (ne parleremo sul prossimo numero, n.d.r.): è uno spazio esterno con dei giovani alberi che abbiamo piantato, associando a ciascuno di essi la figura di un Giusto tra le Nazioni, cioè di persone che hanno rischiato per difendere diritti o persone. Poiché il tema di quest’anno era la democrazia, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio metterla in pratica piuttosto che parlarne solo a livello teorico: è nata così l’idea di dedicare un momento extrascolastico alla discussione, aperto a chi volesse dedicare tempo per approfondire e discutere. È nato così “Change my Mind” (traduzione: “ti sfido a farmi cambiare idea”): un progetto di dibattito tra pari».
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