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Clusone, Corrado, dall’affermato negozio di famiglia ad un lavoro meno totalizzante: “Ora guadagno di meno ma sono più felice”

Tra le persone che a un certo punto della loro vita hanno deciso di reinventarsi una vita, cambiando totalmente lavoro e abbandonano le tranquille certezze di un’attività famigliare sicura e già affermata, c’è anche lui, Corrado Codazzi, cinquant’anni ben portati e l’aria serena di chi sta bene nei suoi panni:
“Sì, ci sono voluti molto tempo, molte varie esperienze di vita e di lavoro e molte riflessioni, ma alla fine mi sono deciso a optare per un’occupazione che mi lasciasse più tempo per ‘vivere’ davvero, cioè per coltivare la mia spiritualità, la mia cultura, i rapporti umani e le amicizie ‘vere’, come quelle che ho costruito e sperimentato nei tempi bui del look-down, quando le persone come me, che dei vaccini cosiddetti anti-Covid non ne aveva voluto sapere, si ritrovavano come dei carbonari a parlare, a mangiare, e spesso anche a cantare insieme, coltivando, appunto, soprattutto i rapporti umani, la collaborazione e la condivisione”.
Corrado nasce a Clusone in una famiglia benestante: il padre è un ottico che conduce un’attività molto ben avviata e per lui, come per la sorella Eleonora, si prospetta un avvenire ‘sicuro’, come si usa dire, nella traccia dell’eredità paterna. Lui però non ci si si sente portato e si diploma in ragioneria tanto per avere il fatidico ‘pezzo di carta’ in mano, e intanto lavora dapprima come cameriere in zona, poi convive a Milano con una ragazza di cui si è innamorato, facendo svariati mestieri, dal concessionario auto all’impresa di pulizie a rappresentante di prodotti per la saldatura: “Però la storia d’amore dopo finì e decisi di tornare a Clusone, tornandoci però ‘da vittorioso’, cioè deciso a continuare il lavoro paterno. Perciò frequentai un biennio di ottica a Bergamo e dal 2021 lavorai in negozio con mio padre, dapprima da dipendente e poi come titolare a tutti gli effetti”.
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