Adrara San Rocco, ‘Ol Bortol de la Ria’, 89 anni: “Mai avuto il telefono. Sono qui da solo, ma passa sempre tanta gente e io faccio il caffè a tutti”
Siamo qui per raccontare la sua storia, la sua scelta (felice) di vita: a 89 anni vive da solo un poco fuori dal paese
Le campane della chiesa parrocchiale suonano le 10.30 di un sabato mattina primaverile ma dall’aria ancora piuttosto frizzante. Siamo ad Adrara San Rocco, il paese di Bortolo Betti, che qui conoscono tutti come ‘Ol Bortol de la Ria’. Siamo qui per raccontare la sua storia, la sua scelta (felice) di vita: a 89 anni vive da solo un poco fuori dal paese, nel bel mezzo della natura, nel silenzio interrotto solo dallo scorrere del torrente Guerna e dal richiamo delle sue tre mucche che a quest’ora sono ancora chiuse in stalla.
A farci strada è Claudio, marito di Delia, nipote di Bortolo. Dopo una breve camminata arriviamo dritti alla cascina di Bortolo. Il primo a sentire i nostri passi è Fulmine, un bellissimo Border Collie, che ci corre incontro e poi torna ad avvisare il suo padrone del nostro arrivo. Troviamo Bortolo che taglia la legna. Sapeva del nostro arrivo e così lascia momentaneamente il suo lavoro, ci saluta e ci fa accomodare al tavolo in legno che si trova nel prato, vicino alla legnaia.
La prima curiosità è il soprannome con cui tutti lo conoscono, perché ‘Bortol de la Ria’? “Perché questo terreno lo chiamavano la ripa, e in bergamasco è diventato ‘ria’”. Bortolo non è originario di qui: “Però sono qui praticamente da sempre, sono nato a Lograto, a Brescia, ma la primavera si veniva qui. Da bambino poi si andava nella valle di Fonteno, si restava per nove mesi all’anno, eravamo sempre su con le bestie, scendevamo per la scuola e poi si tornava su. Ho fatto quella vita fino a 72 anni, poi mi sono ritirato qui. Nella vita ho sempre fatto il contadino: le mucche, hegà e portà ol fè a hpale””, tradotto, falciare e portare il fieno a spalle. Sorride. Ci racconta la sua giornata? “Adesso non mi alzo più prestissimo, mi sveglio alle sei, una volta avevo venti mucche, adesso ne ho tre, poi ho un cavallo, 20 galline, e due galli”. Il nipote Claudio, infatti, sottolinea: “E’ l’unico che riesce a tenere insieme due galli nello stesso pollaio”.
Ma di questo ne parliamo dopo, quando Bortolo ci porta a conoscere i suoi animali. “Durante il giorno vado per legna, raccolgo l’erba fresca per le mucche, la metto nella carriola e la porto qui in stalla. Tra poco dovremo iniziare anche a tagliare l’erba”.
Il terreno è immenso, fa ancora tutto lei? “Certo! Mi aiuta anche Claudio”.
Le piace stare qui? “Sono qui da solo, ma passa sempre tanta gente e io faccio il caffè a tutti. Adesso non conosco più così tanta gente, però se mi salutano, li saluto anche io”.
Non andrebbe a vivere in paese? Una domanda che avremmo anche potuto evitare, perché la risposta probabilmente è chiusa in uno sguardo sereno e raggiante. Infatti si apre un sorriso: “Ho la casa in paese, ma no, cosa ci vado a fare? Sono anziano e sono felice qui. In paese vado a Natale e a Pasqua e poi la domenica a pranzo da mia sorella”.
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