Ardesio, Flaminio, eremita da quasi 50 anni: “Ho tolto luce, radio e televisione, non mi servono. Non ho mai avuto il telefono e se sto male? Prima o poi qualcuno passa”
Quando arriviamo alla sua baita in località Runcàt, sopra Ardesio, di lui non c’è traccia, anche la stalla è vuota e tutte le porte sono chiuse a chiave. Poi però alzando lo sguardo lo vediamo più su, nel ripido prato in cui pascola le sue pecore. “Flaminio, scenda, per favore!”, ma lui ci fa cenno di salire e così possiamo incontrare più da vicino il ‘Baretì’, come lo chiama qualcuno, o, meglio, l’eremita.
“Eremita”, secondo il dizionario, è “una persona che si ritira in luoghi solitari e deserti per meditare e dedicarsi all’ascesi mistica”. Flaminio Beretta, classe 1948, è ormai chiamato da tutti così, “l’eremita di Ardesio”, ma chi lo conosce non gli riconosce nessuna propensione al misticismo né a comportamenti ascetici, e lui stesso, del resto, rifugge beffardamente da ogni classificazione di questo tipo. Perciò per Flaminio risulterebbe più azzeccata la seconda definizione del dizionario: “persona che vive in modo appartato e solitario”.
“Beh sì – conferma – sono ormai 23 anni che non scendo in paese, o almeno nel centro del paese, perché mi limito a qualche rara capatina nel negozio qui sotto (la bottega di alimentari in zona Ponte Seghe, n.d.r.), ci sono andato giusto l’altro ieri perché non avevo più farina bianca e volevo fare gli gnocchi; (tra i libri e ritagli di giornali che parlano di lui, tra cui un numero del nostro giornale risalente al mese di febbraio del 1998, c’è anche un libro di ricette culinarie nientemeno che dell’Artusi! n.d.r.); oppure, una volta all’anno, scendo per dare un’occhiata al corteo dello Zenerù, a quello ci tengo, mi piace soprattutto osservare i bambini alle prese con ciòche, tóle e quant’altro… Perché questa scelta, perché me ne sto sempre qui da solo? Perché i miei compaesani – mica tutti, certo, ma in generale – mi hanno trattato male, mi hanno preso in giro e mi hanno fatto dei dispetti Allora sono andato prima in edicola a Gromo a scrivere il mio lascito e poi dai Carabinieri per chiedere loro di testimoniare che avrei lasciato tutto e me ne sarei andato, cosa che non hanno voluto fare. Sono andato a ritrovare degli amici di gioventù ma non è andata bene e allora ho deciso di ritirarmi qui”.
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