Songavazzo, Simone & Nora e la loro azienda agricola Amargi: “Arriviamo da Milano e qui è tutta un’altra vita”
I due ragazzi di 31 e 33 anni, di casa a Novezio, producono ortaggi con i metodi dell’agricoltura rigenerativa
“Siamo Simone e Nora, abbiamo aperto da poco un’azienda agricola a Songavazzo. Produciamo ortaggi e uova con i metodi dell’agricoltura rigenerativa che, rispettando la biodiversità e utilizzando solo prodotti naturali, rigenera la fertilità dei suoli e fa crescere verdure sane, gustose e nutrienti”, è così che conosciamo Simone, 31 anni, e Nora, che ne ha 33. E’ una giornata di metà aprile quando li raggiungiamo nel loro campo a Songavazzo, a una manciata di passi dal campo sportivo. Accompagnati dal sole e da un venticello frizzante, li troviamo indaffarati tra i primi ortaggi che colorano il campo e le galline che razzolano nel prato. Azienda agricola Amargi, partiamo proprio da qui.
Perché questo nome? “Pare che sia la prima parola di cui l’umanità ha memoria ed è una parola sumera che significa ‘ritorno alla terra’. Era pensata per descrivere le persone in condizione di schiavitù che uscendone, tornavano a casa. Nel momento in cui sei in prigione, sei privato dall’essere connesso con gli altri e quando ne esci, torni ad essere parte di un sistema del quale noi siamo sostenitori. Questo è il nostro ritorno alla terra, a cose assurde che non esistono in città, per esempio il buio, le stelle, il silenzio. In città sei completamente escluso dalla natura”, sorride Simone, mentre mi fa strada nel porticato che guarda dritto i loro 7000 metri di terreno.
Ci accomodiamo al tavolo, riavvolgiamo il nastro e partiamo dall’inizio. Nora, ci racconti di te? “Io sono di Milano e già dal liceo non mi piaceva stare in città quindi anche all’università ho cercato di studiare qualcosa che fosse inerente alla natura, ho iniziato da Scienze Gastronomiche e poi ho scelto Scienze Naturali, perché immaginavo di andarmene dalla città. Dopo un po’ di esperienze lavorative in azienda agricola e con una ONG che si occupa di divulgazione di agricoltura organica e rigenerativa di Milano con cui ho fatto il servizio civile, sono venuta a conoscenza del mondo dell’agricoltura sostenibile che contrasta il degrado ambientale causato dall’agricoltura intensiva. Ho iniziato a lavorare da dipendente cercando l’azienda perfetta che però non è mai arrivata; io e Simone ci siamo trovati da dipendenti in un’azienda agricola e dopo qualche anno, eccoci qui. In realtà con il mio compagno Marco, che è di Bologna, ho sempre cercato un terreno in Appenino, poi Simone ha trovato questo posto con la sua ragazza, che è del Friuli, e io ho seguito loro. Adesso viviamo tutti a Novezio”.
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