Qualche giorno fa sono andata a fare una passeggiata attorno a casa e, nei pressi di un parco, ho trovato un sacco blu pieno di imballaggi leggeri completamente abbandonato. Sopra una scritta apposta da qualche ironico passante: “Si prega la polizia municipale di individuare e multare il proprietario”. Il tema delle immondizie per me è sempre stato un po’ spinoso. Sono una di quelle persone che si potrebbe definire già di vecchia generazione. Nata quando questo problema non era così emergenziale (o non sembrava esserlo), faccio alle volte ancora fatica a indovinare il sacco giusto dove riporre il rifiuto e, lo ammetto, ogni tanto mi dimentico dei giorni della raccolta. Per aiutarmi ho perfino scaricato un’applicazione sul telefono che mi aiuta a risolvere i misteri di qualche imballaggio che non saprei come scomporre e dividere correttamente. Mi faccio delle grandi risate, la metà delle volte sbaglierei bidone. Insomma, mi serve qualche aiutino ma quando penso al nostro pianeta mi sembra uno sforzo più che dovuto. I giovani di oggi, invece, hanno la sostenibilità nel DNA. Sono cresciuti con queste tematiche e le affrontano più facilmente. Sono cose che per loro esistono fin dal principio, non un adattamento e una rincorsa come per altre generazioni. Tecnologici e moderni, per loro è tutto un po’ più semplice e naturale. Non come per noi sopra i quaranta, giovani ma non giovanissimi. Ieri sono andata alla colonnina per ritirare i sacchi della plastica e il sistema non voleva riconoscere la mia utenza. Un tecnico di passaggio mi ha confidato che il sistema era andato in tilt e io sono rimasta senza i miei sospirati sacchetti. Ma lui aveva con sé le chiavi del distributore, che ha aperto sfoggiandomi davanti al naso una serie di pacchi di sacchetti che non ha potuto darmi perché, mi ha detto, vanno assolutamente associati al codice fiscale per via elettronica. Davanti a quel miraggio irraggiungibile, ho provato la stessa impressione che si ha davanti a una cassaforte piena di bigliettoni che desideri tanto e che ti viene richiusa in faccia. Un dramma.
Il giorno dopo sono tornata con la bolletta e, dopo una lunga procedura sotto la pioggia, finalmente ho avuto il malloppo. Io non abbandonerei mai un solo francobollo per strada e, soprattutto in queste giornate gioiose di fresca pioggia, penso che il nostro mondo sia una Meraviglia da rispettare e proteggere.
Però non si potrebbe trovare qualche modalità per rendere tutto un po’ più facile per gli utenti di ogni età? Pochi giorni fa siamo andati dietro la Luna, penso che tutti lo abbiamo letto. Finalmente le abbiamo girato attorno e questa è la prova che riusciamo a fare cose molto più complesse che organizzare in maniera semplice la raccolta differenziata.
Vi confesso che a questa notizia sono rimasta stupita, andare così lontano… per cosa mi sono chiesta? Spero non per trovare un enorme e luminoso pianeta dove abbandonare immondizia o dove rifugiarsi quando il pianeta Terra strariperà. Ma sono solo stati pensieri fugaci che sicuramente sono stati influenzati dalle mie esperienze molto terrene con i sacchi blu e i distributori fuori servizio. O almeno lo spero…


