Logo
Albino, presidio contro la Fassi: “Complice nell’occupazione di territori palestinesi in Cisgiordania”. Ma sindaco e minoranze prendono le distanze dalla manifestazione

La Rete Bergamo per la Palestina in collaborazione con il Coordinamento Giovanile Bergamasco ha organizzato un presidio di protesta

Sembra passata un’eternità da quando l’unico tema di discussione era la Global Sumud Flotilla e le piazze italiane erano piene di manifestanti per solidarizzare con il popolo palestinese, contro il genocidio israeliano a Gaza. Ma, in realtà, sono passati solo sei mesi e con il grande trambusto che c’è a livello internazionale, della situazione dei palestinesi se ne parla sempre meno. Anche per questo, mercoledì 1 aprile la Rete Bergamo per la Palestina in collaborazione con il Coordinamento Giovanile Bergamasco ha organizzato un presidio di protesta davanti ai cancelli della Fassi Group ad Albino.
Noi abbiamo visto sul sito della Camera di Commercio che gli scambi delle aziende bergamasche con Israele valgono circa 120 milioni l’anno. Tra queste c’è Fassi, che quindi, secondo noi, è complice dell’amministrazione civile israeliana nell’occupazione di territori palestinesi in Cisgiordania”, spiega Nico Foglieni, che insieme a Filip Misic è tra i redattori del dossier intitolato ‘La complicità sistematica della Fassi Group nella pulizia etnica nella Palestina occupata’.
Un episodio che ci ha molto colpito è del luglio 2018, dove una gru Fassi, modello F800A, dal valore di circa 88 mila euro, ha sradicalizzato una scuola. Noi abbiamo foto e video che lo attestano. Ogni commercio con paesi in guerra è contro la legge italiana 185/90, ma soprattutto permette ad Israele di diventare indipendente dal punto di vista materiale e industriale. Perciò aiuta il genocidio. Inoltre, tutto quel commercio definito dalla legge ‘dual use’, cioè che può essere usato sia per scopi civili che militari, concorre anch’esso alla colonizzazione israeliana. Inoltre, sul suo sito ufficiale Fassi Group, ha ancora come partner commerciale la Liftman Cranes Ltd, un’azienda israeliana. Nel 2018 www.whoprofits.org ha mandato alla ditta albinese un’interrogazione a cui non ha mai risposto. Anche noi non siamo mai stati ascoltati”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 17 APRILE