La divulgazione è spesso il primo passo per spezzare il silenzio che avvolge molte forme di disagio giovanile. Informare significa offrire strumenti, creare consapevolezza e soprattutto aprire uno spazio di ascolto in cui chi soffre possa finalmente riconoscersi e sentirsi meno solo. È in questo orizzonte che si colloca la storia intensa e luminosa di Maria Vittoria Ferrajoli: un racconto di caduta, ma soprattutto di rinascita.
Nel suo libro autobiografico “Anoressia… lo specchio che mentiva agli occhi blu – Anorexia… the mirror that lied to the blue eyes”, scritto in inglese e tradotto in italiano, Maria Vittoria ricostruisce con lucidità sorprendente il proprio viaggio attraverso l’anoressia: la discesa nella malattia, le sfide quotidiane e il lento ma tenace ritorno alla vita.
Quindici anni, studentessa di Grade 11 all’International School of Bergamo – scuola che frequenta dai tre anni – Maria Vittoria è perfettamente bilingue. Ha scelto di scrivere per trasformare la propria sofferenza in uno strumento di consapevolezza collettiva, capace di raggiungere coetanei, e le loro famiglie, di ogni parte del mondo.
Nel libro emerge il ritratto di una ragazza intrappolata in un corpo che non sente più suo, schiacciata dal peso dello sguardo altrui e da uno specchio che mentiva anche ai suoi straordinari occhi blu. Con grande sincerità, l’autrice racconta il dolore fisico e mentale della malattia, ma anche la lenta risalita verso la luce: la cura, l’amore, la possibilità del perdono.
Un ruolo decisivo è quello dell’amicizia autentica. Penelope, Vittoria e Leonardo sono per Maria Vittoria una rete invisibile ma fortissima, capace di sostenerla nei momenti più oscuri. E accanto agli amici, c’è il suo porto sicuro: “la mia mamma” come la definisce lei, presenza salda e irrinunciabile.
Fondamentale anche l’incontro con Federica Pagani, neuropsichiatra infantile e responsabile dell’ambulatorio dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione degli Spedali Civili di Brescia, nonché socia fondatrice dell’associazione Ambrosia ETS. Con professionalità empatica e mai giudicante, Pagani diventa per la ragazza un punto fermo, un’ancora a cui aggrapparsi nei giorni più difficili.
Una scelta narrativa rilevante è l’assenza di numeri. Nessun peso, nessuna misura: una decisione voluta, per evitare confronti dannosi tra lettori più fragili. Ogni corpo, ricorda l’autrice, è unico e merita rispetto.
Il racconto tocca anche le dinamiche familiari e il dialogo spesso complesso con gli adulti, che – assorbiti dagli impegni quotidiani – rischiano di non vedere i segnali di un dolore profondo. Agli occhi degli altri, Maria Vittoria appare come la “bambina perfetta”: brava a scuola, sportiva, piena di passioni. Ma quell’immagine non coincide con ciò che lei vedeva nello specchio.
Tra le figure che hanno contribuito a cambiare il suo sguardo, oltre alla madre e alla Dr.ssa Pagani, spicca anche l’insegnante di italiano dell’epoca, Ms Joriini, che le ha insegnato il valore del chiedere aiuto, senza vergogna, mostrando come non ci sia nulla di sbagliato nell’avere bisogno di supporto.
Con un gesto di autentica generosità, Maria Vittoria ha deciso di destinare parte dei proventi del libro all’associazioneAmbrosia ETS, impegnata nella prevenzione, diagnosi e cura del disagio psicologico in età evolutiva, con particolare attenzione ai disturbi dell’alimentazione. Un contributo concreto in un momento storico in cui il malessere giovanile è in crescita.
Il messaggio che Maria Vittoria vuole diffondere è semplice, ma potentissimo. Dopo anni di silenzio, ha scelto di trasformare una storia privata in una testimonianza pubblica, portandola nelle scuole attraverso incontri e momenti di dialogo diretto con i ragazzi, la fascia più vulnerabile.
Alternando riflessioni intime, ricordi e dialoghi interiori, il libro si trasforma in qualcosa di più di un’autobiografia: diventa un invito alla consapevolezza, alla condivisione, alla speranza. Un messaggio indirizzato a chi soffre, ma anche alle famiglie e agli adulti in cerca di strumenti per capire e accompagnare.
Perché, come scrive Maria Vittoria, “scegliere di guarire è come ritrovare la libertà di vivere”, senza dimenticare che, nonostante tutto, la vita rimane profondamente – e ostinatamente – bella.
Il libro è acquistabile tramite il sito della casa editrice lacompagniadellibro.it


