Val di Scalve, don Remo, che non ha mai saputo dire di no
Si era ritirato in Val di Scalve dove da cinque anni collaborava con i parroci locali.
È morto don Remo Duci. Si era ritirato in Val di Scalve dove da cinque anni collaborava con i parroci locali. Era nato il 23 settembre 1945 a Bueggio di Vilminore. In Seminario il lungo percorso con l’ordinazione sacerdotale il 27 giugno 1970. Dopo una prima esperienza a Colere in… supplenza, è stato Curato a Mozzo per dieci anni (1971-81). Poi aveva risalito le valli, parroco a Cerete Basso (1981-1998) e negli ultimi due anni aveva preso in carico anche la confinante parrocchia di Cerete Alto. Poi si è spostato come collaboratore parrocchiale a Clusone (1998-2021) dove è stato Cappellano in Ospedale. Sempre discreto, ha prestato il suo lungo servizio anche oltre i canonici 75 anni. Infatti, tornato in Val di Scalve, è sempre stato attivo, fin che la salute lo ha sorretto. Gli ultimi mesi sono stati di lunga sofferenza. Nel 2004 avevamo fatto un’intervista che riproponiamo.
* * *
Don Remo Duci, cappellano dell’Ospedale S. Biagio di Clusone. Adesso che le suore non spalancano più le finestre dei cameroni recitando le preghiere del mattino, tocca a lui, poco prima delle 7 del mattino, mettere un nastro di canti religiosi, un modo per far sentire la presenza cristiana agli ammalati (sempre che siano nella giusta predisposizione d’animo, altrimenti…). Poi la messa nella cappelletta di fronte al reparto di medicina. Don Remo è nato a Bueggio di Vilminore. È entrato nel seminario minore di Clusone nel 1957. Suo padre era minatore, il “mal della mina” (silicosi) lo ha stroncato a 54 anni, che Remo era in quinta ginnasio, appena il tempo di vederlo in ospedale il giorno prima: si era fatto prestare la veste da prete da Sergio Gualberti (adesso arcivescovo), suo compagno, per entrare extra orario. La morte del padre gli è restata impressa, era a Pezzolo, l’hanno chiamato e scendendo a Bueggio ha sentito la campana a morto. Sua madre l’ha accompagnato fino al marzo 1997, poi se n’è andata anche lei. Don Remo ricorda i giorni belli, la prima Messa al paese il 28 giugno 1970. Lo mandano a Colere come curato estivo ma il parroco don Merelli se ne va poco dopo e lui resta praticamente a fare le veci del parroco fino ad aprile “ho fatto Natale e Pasqua” quando finalmente arriva il nuovo titolare, don Giuseppe Capelli e don Remo va a dirigere l’oratorio di Mozzo, dove il parroco è don Antonio Canova, di Castione.
Don Remo a vederlo con la sua veste talare e la sua aria timida sembra un prete d’altri tempi. Insospettabile la sua passione per lo sport. In primavera la prima uscita in bici (da corsa) è sulla rampa di Fino del Monte (“la rata de Fì”) poi Bossico, Valbondione…
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 3 APRILE

