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Trescore, da Mamma e Docente: “A troppe famiglie costa meno comprare cose che spendere tempo”

A pochi giorni dal fatto tristemente noto, tanto è stato scritto e mostrato. Tutta Italia, sa che esiste Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. In sintesi, il ragazzino cattivo ha ferito la professoressa buona. E non c’è sarcasmo nelle mie parole. Se il ragazzino avesse fatto un gesto estremo, invece di fare quello che ha fatto, la narrazione sarebbe quella del ragazzino buono che non c’è più per colpa della professoressa cattiva. Con il massimo rispetto per chi ha vissuto una tragedia simile. In entrambi i casi, il giudizio sulla scuola sarebbe lo stesso, quello di essere disattenta e in fatica.
Il mio pensiero, da mamma e docente, va ai genitori. Non tanto a quelli del ragazzino che, loro malgrado, ora avranno tempo e modo di riflettere sul loro ruolo nella vita del figlio. Penso agli altri, quelli che ora difendono, assolvono, giudicano e sentenziano.
Tante mamme e papà della stessa scuola di Trescore, anche spaventati dal fatto che, forse, poteva succedere anche a loro una vicenda del genere, ora si collegano on-line con gli Psicologi dell’Emergenza, ottima risorsa messa in campo dalla scuola. Ma non può bastare.
Da anni, noi docenti lamentiamo la crisi della genitorialità. E non ci riferiamo alle famiglie separate, no. Perché si può essere presenti con i figli anche se non si vive sotto lo stesso tetto.
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