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Michele Dall’Angelo, l’investigatore immobiliare di fiducia: “Una figura di questo tipo non esiste in tutta Italia”

“L’investigatore immobiliare nasce per evitare sorprese, spese impreviste, acquisti che diventano un peso”

Lente d’ingrandimento e trench, un look in perfetto stile ‘Sherlock Holmes’. Ma, a differenza del celebre investigatore inglese protagonista di film e romanzi, Michele Dall’Angelo non si mette alla caccia dei criminali. No, lui è un tipo particolare di investigatore, unico nel suo genere. È infatti un ‘investigatore immobiliare di fiducia’. Ci spiega lui stesso in cosa consiste la sua attività.
Vi racconto come è nato l’investigatore immobiliare. Nel mio quotidiano lavoro di costruttore, mi capita spesso di incontrare persone che arrivano da me solo dopo aver comprato casa. Ed è proprio in quel momento che emergono le sorprese negative: impianti da rifare, strutture da rinforzare, costi imprevisti, lavori più complessi del previsto. Molte persone – spiega Michele – scoprono che la ristrutturazione costa più di quanto immaginavano e non hanno magari il budget necessario. Mi sono reso conto che queste persone non avevano sbagliato per superficialità, ma perché nessuno le aveva guidate prima dell’acquisto della casa. Non è infatti compito dell’agenzia immobiliare fare un’analisi tecnica approfondita (se non quella documentale) e non tutti sanno a chi rivolgersi prima di firmare il contratto di acquisto. Mi sono reso conto che mancava infatti una figura che facesse da ‘filtro tecnico’ prima della decisione di acquistare un immobile. Qual è la soluzione? Un’indagine preventiva”.
Ed è così che è nato l’investigatore immobiliare?
Sì, nasce per evitare questi problemi, per evitare sorprese, spese impreviste, acquisti che diventano un peso. Una figura di questo tipo non esiste in tutta Italia. E ci tengo a sottolineare che non sostituisce nessuno ma, semplicemente, completa il lavoro degli altri professionisti. L’investigatore aiuta il cliente a capire cosa sta comprando e aiuta anche le agenzie a portare avanti trattative più solide. La sua presenza è perciò un vantaggio per tutti: un cliente che sa cosa lo aspetta è un cliente più sereno, una trattativa senza sorprese è una trattativa che arriva più facilmente alla conclusione, un immobile presentato con chiarezza è un immobile che genera fiducia. Come ho già detto, l’idea dell’investigatore immobiliare nasce dal mio lavoro di costruttore: vedevo infatti troppe persone scoprire i problemi solo dopo aver comprato. Ho pensato che fosse più giusto aiutarle prima”.
La tua esperienza ti consente perciò di vedere i problemi prima degli altri. Ma, da dove nasce questa tua esperienza? “La mia esperienza nel settore delle costruzioni nasce nel 2004, quando avevo 19 anni. Avevo infatti iniziato a lavorare in un’azienda che realizzava impianti idraulici ed elettrici, civili e industriali. Dopo cinque anni di gavetta in cantiere, ho acquisito le competenze per poi andare in ufficio tecnico e progettare gli impianti. Sono poi entrato in un altro contesto aziendale, cominciando a conoscere e affrontare altre tematiche. Nel 2018 sono quindi entrato nell’impresa di costruzioni di famiglia, portando la mia esperienza impiantistica e ho cominciato a pensare che l’aspetto interessante fosse di dare ai clienti un servizio a 360 gradi, offrendo cioè un servizio di ristrutturazione ‘chiavi in mano’. Dopo pochi anni ho avviato insieme a mia moglie un’attività, sempre nel settore degli immobili e, avendo riflettuto su quali sono le reali necessità dei clienti, è nata nel 2025 l’idea di dare vita all’investigatore immobiliare. Ed è così nata la MDA Consulting”.
Molti immobili nascondono problemi che emergono dopo l’acquisto, quando è perciò troppo tardi e ci si trova ad affrontare spese più elevate di quanto preventivato. L’investigatore ideato da Michele scopre questi problemi prima dell’acquisto. Se qualcuno sta cercando casa e non vuole commettere errori che poi gli costerebbero caro, può proteggersi affidandosi ai servizi e alla competenza dell’investigatore immobiliare.
Parliamo ora delle tue indagini. Cosa scopri indagando su un immobile?
Le mie indagini consistono in un’analisi tecnica e documentale che spesso non rientra nelle competenze o nei compiti delle agenzie. Queste indagini consentono l’individuazione di aspetti che, se chiariti prima, evitano rallentamenti o trattative che saltano. Ti faccio alcuni esempi. Abbiamo evitato che una trattativa si bloccasse all’ultimo minuto grazie a una verifica preventiva. Abbiamo anche aiutato un’agenzia a presentare un immobile con documentazione più completa. Capita che una persona che sta cercando casa mi chiami e mi dica: ‘Puoi dare un’occhiata a quell’appartamento per vedere se è tutto ok?’. Io faccio la mia indagine e, grazie alle mie competenze tecniche, riesco a scoprire i difetti e gli eventuali problemi di quell’appartamento, dicendo poi al cliente quanto gli verrà a costare la sistemazione di questi difetti. Quando una persona vuole comprare un immobile, infatti, dovrebbe porsi alcune domande. Qual è lo suo stato reale? Quali sono i costi reali oltre al prezzo di acquisto? La documentazione è completa e regolare? E, soprattutto, il prezzo richiesto è coerente con il valore di mercato dell’immobile? A dare una risposta a tutte queste domande ci pensa l’investigatore immobiliare”.
Com’è il tuo metodo investigativo?
Un approccio chiaro, comprensibile, che aiuta anche le agenzie a comunicare meglio gli immobili. I miei report diventano strumenti utili per tutti, non solo per il cliente finale. L’indagine va vista come un percorso di accompagnamento, non come una sorta di caccia al colpevole”.
Perché è utile proprio nel nostro territorio?
Perché il nostro territorio è caratterizzato da un mercato con immobili molto diversi tra loro: l’investigatore aiuta a contestualizzare e a evitare malintesi. Le agenzie spesso gestiscono molti immobili contemporaneamente; avere un supporto tecnico dedicato è perciò un vantaggio. Le famiglie locali apprezzano la chiarezza; questo facilita anche il lavoro degli agenti immobiliari”.
Qual è la differenza tra l’investigatore immobiliare e un tecnico tradizionale? “Il geometra ti dice cosa c’è in un’abitazione: impianti, materiali, conformità, eventuali difformità. L’investigatore ti dice cosa significa per te: quali rischi comporta, quali costi potenziali nasconde, quali lavori saranno necessari, se l’immobile è coerente con il tuo budget e tuoi obiettivi. È quindi un servizio orientato alla decisione, non solo alla verifica”.
Qual è il futuro dell’investigatore? “Collaborazioni con agenzie che vogliono offrire un servizio più completo. L’idea è di diventare un punto di riferimento per la cultura della trasparenza immobiliare. Vorrei sottolineare tre aspetti. Il mio lavoro non sostituisce quello delle agenzie, ma lo completa; insieme rendiamo le compravendite più sicure. L’investigatore immobiliare è un supporto tecnico che aiuta tutti a lavorare meglio, senza sovrapposizioni. E poi, quando chi compra è più tranquillo, anche chi vende lavora meglio. È perciò un vantaggio per tutti. Ho anche tanti clienti esteri che mi dicono la tipologia di immobile che vorrebbero acquistare sul nostro territorio, la zona che gli interessa (lago, montagna, collina, città) e il budget a loro disposizione. E io, sulla base di questi elementi, cerco l’immobile che può soddisfare queste loro esigenze e faccio l’indagine per verificare che non ci siano problemi e difetti”.
L’investigatore immobiliare ideato da Michele Dall’Angelo (che oltre a pubblicizzarlo con brevi ed efficaci video sui social a breve approda in televisione…) è una figura nuova e utile per agenzie e acquirenti.  “Non si deve acquistare una casa a occhi chiusi. Noi ci occupiamo di analizzarla nei dettagli per offrire una panoramica chiara sulle spese che il cliente dovrà affrontare, senza prezzi e problemi nascosti. Perché – conclude Michele – è meglio indagare prima di firmare il contratto di acquisto!”.
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