Lovere, Giorgio Beltrami e la ‘grande bellezza’
Giorgio Beltrami, classe 1945, 80 anni compiuti qualche mese fa, era malato da tempo
Giorgio Beltrami, classe 1945, 80 anni compiuti qualche mese fa, quegli 80 anni che uscivano dal senso del tempo e diventavano senso di tutto, di quel mondo che Giorgio aveva creato intorno alle Bellezza, con la B maiuscola, dove aveva sapientemente shakerato, (come i migliori cocktail del suo Bar Centrale), lago, qualità dei suoi prodotti, eleganza, convivialità e cultura. Che fare turismo forse è proprio questo, un turismo che aveva precorso i tempi, un turismo d’avanguardia, fatto di ore e ore di lavoro, di sogni, di passioni e di idee.
Giorgio Beltrami a Lovere lo conoscevano tutti, ma anche chi a Lovere ci passava per caso non poteva non notare quest’uomo elegante, magari seduto fuori dal suo bar Centrale intento a leggere il giornale o a guardare verso l’infinito, mentre i sogni di una nuova idea prendevano forma. Beltrami era così, schietto, con una voce che restava addosso, nel tempo libero leggeva, amava leggere in pubblico testi di teatro, quell’impronta decisa e dolce nello stesso tempo che ti portava dritto dentro al testo. Un po’ come era il suo Bar, che forse definirlo bar è riduttivo, un locale a ridosso sul lago che col tempo era ed è diventato punto di riferimento per tantissime persone, una terrazza panoramica, pranzi veloci ma di qualità, gelati artigianali, colpivano l’occhio le lunghe code in primavera ed estate per assaggiarne uno. E lui sempre lì, più che a macinare ore a sfornare sogni.
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