Logo
Il Presidente Gafforelli e la prova dei 9

È iniziata l’era del nuovo Presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli: non rappresentate le valli e il Sebino e… nessuna donna

È iniziata l’era (quattro anni) del nuovo Presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli. Che in autunno, quando verrà eletto il nuovo Consiglio provinciale, magari dovrà rivedere le proprie scelte (le deleghe). Da subito si è capito che la politica del centrodestra bergamasco è in linea con quella nazionale, all’insegna del “non faremo prigionieri”, tradotto, “adesso facciamo da soli”, basta con la politica ecumenica di Gandolfi (ma dello stesso Gafforelli prima) del “facciamo insieme”. Scelta salutata anche dai media locali come la fine degli “inciuci”. Definizione ambigua, soprattutto per un ente di secondo livello, in cui la politica non c’entra nulla, un ente operativo che ha a che fare con 243 sindaci di colorazione varia (moltissime le liste civiche). La riprova del “facciamo da soli” è stata la votazione sulle linee programmatiche, 9 voti a favore e 7 astenuti. E già l’astensione è stata una forma di cortesia per “quello che abbiamo fatto insieme” e soprattutto per quello che Gafforelli ha dichiarato, in linea con quello che aveva annunciato. “Sarò il Presidente di tutti, sento l’onore e la responsabilità di rappresentare il territorio bergamasco La Provincia deve continuare a essere la casa di tutti i territori, un punto di riferimento autorevole, moderno ed efficiente capace di ascoltare e di coordinare le istanze e le necessità delle comunità, favorendone la partecipazione attiva. A tutti i consiglieri faccio un appello a lavorare insieme, ciascuno nel proprio ruolo e nel rispetto reciproco, perché le differenze siano occasione di condivisione e di sintesi e non di divisione, nell’interesse del territorio bergamasco”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 3 APRILE