politica
|Il “Campo largo” cerca un goleador: Dario Violi, Davide Casati e Jacopo Scandella sulle “primarie”
È lunedì 23 marzo. Le 15 sono passate da non molto e dalle urne inizia ad uscire con sempre maggiore chiarezza che al referendum costituzionale sul tema della giustizia abbia vinto il no. Il primo ad intestarsi questa vittoria politica è Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle che oltre alle solite frasi di esultanza, cerca di segnare il percorso del cosiddetto campo largo, per preparare al meglio le elezioni politiche, previste per l’autunno 2027, sempre che il governo Meloni non interrompa prima il suo mandato. Così, l’ex presidente del Consiglio propone che per scegliere il candidato da opporre all’attuale premier si debbano fare le primarie “veramente aperte e non di apparato”. Poco dopo, Elly Schlein, la segretaria dell’altra grande forza di opposizione, il Partito Democratico, accetta la proposta e si dice disponibile a ragionare sul come e sul quando. Però nei giorni successivi il dibattito tra i vari esponenti e sostenitori dell’odierna minoranza parlamentare si accende, perché soprattutto all’interno del Pd questa mossa di Conte viene vista come pericolosa, non solo per il partito con sede in via del Nazareno, ma anche per l’intera coalizione.
L’opinione del Movimento 5 Stelle bergamasco
«Sulle primarie non ho niente in contrario. Quando si esprimono i cittadini è sempre un momento importante e la scelta di una leadership, anche di governo, non va fatta al chiuso delle segreterie, ci si confronta anche con le proprie comunità», commenta senza dubbi Dario Violi, il coordinatore regionale lombardo per i pentastellati: «L’unica cosa che a me piace delle primarie è che si facciano dopo un programma condiviso. Non deve essere una leadership perché dobbiamo tinteggiare un muro che cada a pezzi e dargli un’imbiancata con una faccia credibile, ma serve un muro che stia in piedi, quindi un programma solido e una visione di Paese. Poi si sceglie l’interprete giusto per ogni tipo di programma».
E proprio sul programma da presentare agli elettori durante la prossima campagna elettorale i 5 Stelle stanno iniziando già a lavorare. «Faremo una tappa in ogni provincia, in presenza, con militanti, associazioni, cittadini e inviteremo tanti giovani sopra i 16 anni per costruire un progetto condiviso. Sarà un percorso che durerà qualche mese e che poi finirà con un evento a Milano dove questo programma verrà dato in mano a Giuseppe Conte o a chi dovrà andare a trattare con il resto del campo largo la nostra visione di Paese. Mi auguro che lo facciano anche gli altri, che si trovi una quadra e una sintesi, perché altrimenti si corre solo per le poltrone e i cittadini hanno già dimostrato che chi corre per le poltrone poi viene bastonato. L’abbiamo visto anche con questo referendum».
Pure a proposito delle idee politiche tra i vari protagonisti dell’attuale minoranza parlamentare Violi è fiducioso e cerca di ridurre le distanze, soprattutto sul tema scottante della politica estera: «Non credo che ci sia grande distanza, perché il tema degli aggressori e degli aggrediti per noi è sempre lo stesso…
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