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Gorno, il crollo della chiesa parrocchiale è previsto tra gli 8 e i 18 mesi e l’ex-canonica sarà demolita

In un’affollata assemblea gli aggiornamenti sulla situazione: “Resterà in piedi solo il campanile…”

A più di due anni dalla chiusura della Parrocchiale dedicata a S. Martino, la parrocchia ha organizzato per la sera del 27 marzo scorso un’assemblea pubblica per aggiornare la popolazione sullo stato delle cose: “Una convocazione necessaria comunicare alla mia gente i nuovi sviluppi della situazione della nostra chiesa  – spiega il parroco Padre Angelo Epis -. In sintesi, si è trattato di dare loro due notizie: che la chiesa, secondo i tecnici, non ha più di 18 mesi di vita dal momento che il suo crollo è previsto tra gli 8 e i 18 mesi; e che la Sovrintendenza ha dato il permesso di demolizione dell’ex-casa del parroco”
UN EDIFICIO RICOSTRUITO PIU’ VOLTE
I Gornesi hanno partecipato numerosi alla riunione, la sala- teatro dove si è svolta era gremita di persone molto interessate alla questione, che hanno fatto interventi costruttivi, dimostrando grande serietà e maturità. Il parroco aveva introdotto la serata con un excursus storico sulle vicende della chiesa a partire dalla sua fondazione nell’anno 1436 (vedi scheda). I presenti hanno preso atto che quello attuale è il terzo cedimento, la terza chiesa che cede anche se l’ultima soluzione adottata per la ricostruzione sembrava ottimale: “Ogni ricostruzione aveva cercato di ovviare al problema dell’acqua che scorre sotto il pavimento perché a preoccupare, oltre le crepe sia all’esterno che all’interno, ci sono anche i movimenti delle piastrelle del pavimento, il distacco di alcuni piccoli pezzi di intonaco, il ‘galleggiamento’ del presbiterio – la cui ‘rotazione’ si rileva anche ad occhio nudo – per via dell’acqua che passa sotto questa zona, oggetto di interventi di palificazione da parte del Comune, sia attorno alla chiesa che attorno al Cimitero. Ma gli interventi fatti finora hanno rivelato è che il movimento è palese soprattutto a destra dell’edificio, e del resto i monitoraggi parlano chiaro”
Come già detto, la chiesa anche dopo la ricostruzione del 1932 aveva manifestato a più riprese problemi di stabilità in quanto poggia sul terreno di un’antica frana: “Già nel 1956 infatti il parroco don Severino Tiraboschi, aveva segnalato delle crepe – forse dovute anche, in parte, ma è solo una supposizione – ai lavori per la strada provinciale dietro la chiesa. Nel 2017 fu don Federico a segnalare di nuovo il problema alla Curia, avvisandola di un ‘movimento’ che sembrava accelerare. Si provvide allora a collocare 8 sensori che monitorassero la situazione, e dal 2019 i sensori sono stati aumentati e il monitoraggio è stato quotidiano”.
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