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Ardesio, Beppe, che a 20 anni ha vinto il bando per la gestione della Baita Vareno

“Spero che lassù in cielo mio padre e mio fratello siano fieri di me. Quel simbolo della Renault mi ricorda Davide”

Abbiamo già incontrato Beppe (Giuseppe) Fornoni e la sua storia drammatica, nel numero di Araberara del novembre 2025. Ci aveva raccontato della “partenza” prematura di suo fratello maggiore Davide in occasione della giornata mondiale delle vittime della strada. Un brutto incidente con la sua amata Renault, l’ha strappato violentemente alla famiglia nella notte buia del 15 giugno 2019. La famiglia Fornoni di Ardesio, già provata duramente dal destino con la morte del padre Alessandronel 2020, durante un’escursione in Presolana. Uno strazio lungo sei mesi perchè, dalla data della sua scomparsa nell’ottobre 2020, fu ritrovato solo nel giugno 2021, grazie a degli escursionisti, dopo il disgelo. Oggi lo reincontriamo, e volentieri, per raccontare una storia diversa. Quella bella del suo riscatto, che lo porta a progettare il futuro prendendo forza proprio da questo passato. Avrebbe potuto, così giovane, lasciarsi andare e chiudersi nel dolore e nei ricordi. Invece i suoi ricordi sono diventati lo stimolo più forte per andare avanti. Una scommessa con la vita e con se stesso, per dimostrare che il futuro c’è e va vissuto. Un coraggio incredibile se pensiamo che a soli vent’anni è diventato imprenditore, vincendo ad agosto 2024, il bando ad Angolo Terme, per la gestione della “Baita Vareno”, la struttura ai piedi delle piste di sci e davanti al laghetto del pattinaggio. Punto di partenza per le navette per il Monte Pora, meta sia invernale che estiva del turismo di montagna, tra le più amate e vissute della bergamasca negli ultimi anni. Beppe è entusiasta, ha riaperto da poco dopo una lunga ristrutturazione da parte del comune (per la parte strutturale) e da parte sua di un completo rifacimento dell’interno con ben 100 posti tra sedute e banco bar. Colori della natura che si sposano con l’incantevole paesaggio che si ammira dalle vetrate. La scritta “Baita Vareno” racchiusa “curiosamente” in quello che mi sembra proprio il simbolo della casa automobilistica Renault: “Proprio così, l’ho fatta fare io, l’ho disegnata per ricordare mio fratello Davide. Non con una foto che ci faccia piangere ma col simbolo di ciò che amava di più dopo la sua famiglia. Così è sempre qui con me e credimi mi dà la carica ogni giorno”.
Adesso hai appena compiuto i 22 anni: “Sì, a febbraio. Però ho aperto a vent’anni”. Ma in società con qualcuno? “No, no da solo, è una ditta individuale. Ma solo non lo sono mai stato veramente, sin dall’inizio. Con me la forza e il sostegno dei miei famigliari, mia mamma Roberta (Galizzi) e mio fratello Brian e i tanti amici che anche adesso non mi “mollano”. E poi da un anno anche la mia ragazza Roberta, di Bossico, che sto per assumere”. Vent’anni e quanti dipendenti? “Beh, quattro oltre a me. Le mie due zie Giovanna e Simonetta che si occupano della cucina e della sala, poi la mia cara amica Gaia e appunto a breve Roberta. C’è anche mia mamma, una forza della natura guarda… lei fa un altro lavoro ma quando può, nei weekend, viene a darci una mano… e che mano. No so come faccia con quello che ha passato”.
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