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Se la musica di Bach fa primavera

Nella chiesa dell’Adorazione un pubblico numeroso ha apprezzato le esecuzioni di Giulia Della Peruta, Marino Bedetti e Manuel Tomadin in omaggio al grande compositore tedesco

Nel suggestivo raccoglimento che connota lo spazio chiuso e accogliente della chiesa dell’Adorazione, cuore pulsante dell’Istituto delle Suore Sacramentine di Bergamo, si è tenuto, nei giorni scorsi, un concerto il cui programma era interamente dedicato a opere di Johann Sebastian Bach. “Un uomo – come ha sottolineato il direttore artistico Alessandro Bottelli nell’introduzione iniziale – che nonostante gli innumerevoli lutti, le preoccupazioni e le difficoltà di una vita non facile, non ha mai rinunciato a diventare quello che tutti noi oggi non smettiamo di ammirare: ossia, Bach”.
Generico marzo 2026
Lo testimoniano i suoi tanti capolavori, concepiti con l’assoluta dedizione all’idea di rendere gloria a Dio attraverso l’arte musicale. Manuel Tomadin, del resto, “probabilmente l’organista italiano più decorato in competizioni di esecuzione/interpretazione della sua generazione”, lo sa bene, tanto da farci apprezzare l’assoluta padronanza dello strumento a canne nella “Fantasia in Sol maggiore” BWV 571, nel monumentale “Preludio e Fuga in si minore” BWV 544 e nell’esuberante “Concerto in la minore” BWV 593 da Vivaldi, il cui movimento centrale si è dipanato con la lentezza strategica che anticipa lo scatto felino adottato nell’affrontare l’Allegro conclusivo. L’oboe di Marino Bedetti, invece, si è fatto ammirare per scioltezza dell’enunciato sonoro e una certa impavida propensione a colorare il discorso musicale della galante “Sonata in sol minore” BWV 1020, in dialogo serrato con l’organo. A completare il quadro dei protagonisti di “BACH341 – La musica che fa primavera”, titolo dal chiaro riferimento alla data di nascita del compositore e che coincide con il primo giorno di primavera, c’era il soprano Giulia Della Peruta. Una voce piena e gentile, sonora, ben educata, capace di sinuose quanto avvolgenti incursioni anche nel registro basso, che ha saputo affascinare e convincere i numerosi presenti stipati per l’occasione nello spazio della chiesa.
Generico marzo 2026
Dopo l’ispirata aria “Ich will dir mein herzen schenken” (tratta dalla “Passione secondo Matteo”), la poco nota Cantata nuziale “Weichet nur, betrübte Schatten” BWV 202 è stata letta da parte della giovane cantante udinese con rigore e sentimento, ma senza mai cedere al sentimentalismo, cercando piuttosto una grana di voce più affine a quella strumentale. La proposta concertistica, settima stazione della rassegna “Come un sole che ci scalda nella notte” giunta al suo secondo anno di vita, si è poi arricchita di una vera e propria chicca: un racconto “bachiano” inedito scritto appositamente dal veneziano Tiziano Scarpa, vincitore nel 2009 del prestigioso Premio Strega.
Interpretato da Alessandro Bottelli, lo scritto – in cui, anche se effettivamente non viene mai nominato, a un certo punto fa la sua apparizione lo stesso Bach – ha saputo entrare nel cuore e nelle orecchie degli ascoltatori, in particolare grazie ai puntuali interventi di Tomadin che ha sottolineato la lettura con alcuni passaggi del Preludio corale “Wachet auf, ruft uns die Stimme”.
Applausi intensi e prolungati hanno coronato l’esecuzione del trio di musicisti, per nulla ritrosi nel concedere, a fine concerto, un bis fuoriprogramma.