Il pianeta è in ebollizione, se qualcuno (lasciate stare Dio che si starà chiedendo perché cavolo ci ha dato il libero arbitrio) guarda dall’alto, vedrà sbuffi di fumo salire qua e là, macerie su macerie e la sua fortuna sarà non stare a sentire le baggianate fanfaronesche che ogni giorno ci vengono propinate dal Presidente degli Stati Uniti, non di una bocciofila di un paesino delle nostre valli. La lucidità luciferina di Putin e Netanyahu è già, per assurdo, più alla portata di comprensione, entrambi senza la guerra sarebbero politicamente (e forse anche fisicamente per via delle accuse di sterminio) finiti. “Per l’allegria / il pianeta nostro / è poco attrezzato” (Majakovskij).
Ho seguito giorni fa una trasmissione strana, chiamata “la Torre di Babele” con Corrado Augias. Ospite era Renzo Arbore. Ambedue, oltre a immalinconirsi per la televisione attuale, hanno concordato sul fatto che, cresciuti nel mito dell’America (si dice che la canzone “Tu vuò fa’ l’americano” di Carosone fosse dedicata ad Arbore), adesso non la riconoscono più.
Mi ha preso la malinconia che devono avere i miei coetanei, quelli che, da pensionati, vanno sui cantieri e non gli va bene niente, quelli che rimuginano sui tempi andati (sempre migliori, anche se poi non lo erano), quelli che sono tutti matti, quelli che ai miei tempi i partiti questi qui li avrebbero messi al ciclostile (sguardi di perplessità giovanili: cos’è il ciclostile?), quelli che gli americani non sono più quelli di una volta che facevano fuori i presidenti scomodi, quelli che Fanfani, Moro, perfino Andreotti, Craxi, Berlinguer, perfino Almirante, erano di un’altra pasta, quelli che andando più indietro, se ci fosse ancora il Duce…, quelli che intanto che si fanno fuori tra di loro a me sta bene, quelli che a me non frega niente che la guerra ce l’ho in casa con mia suocera, quelli che facciamoci un altro giro che offro io che domani magari “gli euri” non valgono più niente, quelli che quante mai ho preso un diesel che mi avevano detto che risparmiavo e adesso mi costa due euro al litro, quelli che sono tutti ladri, quelli che fortuna che non abbiamo il petrolio se no Trump ci invade, quelli che basta che gli arabi non si incazzino con noi che non c’entriamo, quelli che abbiamo le basi americane qui a due passi nel bresciano, quelli che se entriamo in guerra perdiamo anche con San Marino, quelli che gli americani intanto li abbiamo battuti a baseball, “quelli che è solo una partita di calcio e poi tornano a casa e picchiano moglie e bambini” (citazione da Jannacci), quelli che non se ne può più e però ci bevono sopra, quelli che mia figlia vuol mandarmi al ricovero ma la casa è mia, quelli che non hanno ancora deciso cosa votare al referendum e allora stanno a casa, quelli che qui è tutto un casino…
Già. E allora lasciamo la chiusura ancora a Majakovskij: “In questa vita / non è difficile / morire. / Vivere / è di gran lunga più difficile”.

