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Tavernola, Privato Fenaroli: “Tre atteggiamenti per la cementifera: o divorzio estremo, o matrimonio felice. Dopo di me hanno fatto la scelta peggiore: l’indifferenza”

L’ex sindaco di Tavernola Privato Fenaroli torna a parlare della questione del cementificio e dei primi 150 milioni ricevuti

Riprendiamo la lunga conversazione con l’ex sindaco (1990-1993) Privato Fenaroli. Ha raccontato di quando fondò, ben prima di Bossi, il Movimento “Padania Libera” e poi “I Normalisti” Del perché si dimise da sindaco per “coerenza politica” essendo uscito dalla Democrazia Cristiana. Delle opere realizzate in quei due anni e mezzo (Palazzetto dello sport, Biblioteca, ampliamento cimitero, illuminazione del lungolago). Ma torniamo alla vicenda del cementificio.
Tu hai ottenuto i primi soldi, i 150 milioni l’anno… “Primi soldi ma ancora prima mettemmo la cementeria con le spalle al muro in termini ambientali per l’inquinamento. Siamo stati i primi a far mettere la centralina mobile, pagata dalla cementeria, ed è ancora quella che c’è qui in via Rivolta, a controllare le emissioni”.
Chi erano i proprietari allora? “C’era Milesi e un po’ i Sina. Ma il grosso era Milesi. Io trattavo con l’ingegner Federico Milesi”.
Dopo tu sei andato a fare altro, insomma a Tavernola ci abiti ma… “Sì, ma ascolta, adesso ti dico anche una cosa, a me ne hanno combinate di ogni, denunce, contro denunce, mia moglie riceveva telefonate da avvocati che si presentavano come difensori della cementeria, durante il periodo della preparazione della convenzione, che ci convocavano, mia moglie era tutta spaventata ovviamente. Io chiamai Milesi e gli dissi, senta, se sono convocato in Procura, ci vado, se i suoi avvocati vogliono parlare con me, vengono loro a parlare qui, non si devono permettere di chiamare a casa dicendo la convochiamo perché si sentono i padroni del battello andate a dar via al culo, battaglie grosse, capito?”.
Non riesco a capire come tu abbia potuto comunque avere poi un posto anche di lavoro prestigioso, dopo esserti fatto tutti questi nemici. “Questo è un prezzo che io ho sempre dovuto pagare, molto alto. Nel senso che, un esempio, io durante la mia carriera politica, mettiamola così, non ho mai usufruito delle possibilità cui ha diritto anche l’ultimo dei consiglieri, che, se vuole, tra commissioni, consiglio comunale, eccetera, va lavorare una settimana al mese. Io ho sempre dato prima la priorità al mio lavoro, sempre. Fai conto che quando io facevo l’assessore provinciale, l’unica spesa che avevo fatto fare alla Provincia era una poltroncina a letto che avevo fatto mettere, perché stavo là anche a dormire… Mai preso ferie, permessi, mai utilizzato la mia posizione scaricando il mio lavoro addosso ai miei colleghi, capito? Questo mi ha sempre permesso di mantenere l’autonomia economica, l’autonomia anche critica di pensiero, ovviamente, ma soprattutto la mia autonomia economica fuori dalle possibili pressioni e dai ricatti dei politici eccetera”.
E adesso hai guidato in un certo senso o ispirato comunque tutto il movimento anti cementificio, anti-cementifera negli ultimi anni.
“Direi che sono stato il primo, unico e ultimo perché purtroppo adesso per il comune di Tavernola, il comune di Tavernola finisce dove c’è il ponte della Sirena…”.
Perché comandano ancora loro? Dici il cementificio? “Per le amministrazioni che si sono succedute alla mia, e io non parlo bene né male di nessuno, ognuno ha fatto la sua parte, ma la mia impressione è che per le amministrazioni che si sono succedute alla mia, di fatto, tolto Gabriele Foresti che, pur essendo mio acerrimo avversario politico ha sempre goduto della mia stima, penso anche reciproca, ecco, direi che dopo la mia esperienza e un pochino quella di Gabriele di fatto la cementeria è diventata una sorta di corpo estraneo e lo è tuttora. Parliamoci chiaro, quali sono i poteri dei sindaci oggi, nonostante l’elezione diretta? Può decidere sull’urbanistica, che non è poco, ovviamente, poi anagrafe, cimitero, raccolta dei rifiuti, asili, scuole e un po’ di servizi sociali. Ma è il primo responsabile della sanità dei suoi cittadini ma non può dire niente a medici, ospedali. Sulla sicurezza, è responsabile ma non può dire niente ai carabinieri, non può dire niente ai vigili. Se uno ha bisogno di lavoro, si rivolge al sindaco… Se le cose stanno così mettete qui un funzionario e buonanotte. Lo dicevo già allora, più andiamo avanti e più avremo bisogno di implorare una persona a fare il sindaco. Per me i sindaci, tutti, sono degli eroi in questa situazione… grandi responsabilità, tutti gli altri si prendono la polpa, il sindaco si ciuccia l’osso…”.
E come vedi il futuro dello stabilimento? “Ma guarda, io adesso la sto osservando da cittadino, voglio dire. Mi sembra che stia lavorando ancora più di prima. So che qualcuno ti ha detto che morirà per conto suo. Sono convinto che, se andiamo fatti così, prima muore Tavernola, dopo forse la cementeria, forse”.
Ma la miniera di Parzanica non durerà in eterno, c’è una convenzione in scadenza, c’è una limitazione nel sistema di estrazione del materiale…
“Tutto quello che vuoi. Sta di fatto che dopo la convenzione che avevo firmato io, noi abbiamo tutti gli svantaggi e nessun vantaggio. È vero, cent’anno fa lavoravano tutti in cementeria, i pro e i contro ce li si aggiustava a vicenda, ma adesso sono troppi gli svantaggi per una comunità e troppi i vantaggi per pochi”.
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