Ranica, Don Francesco: “A settembre mi trasferisco nella Parrocchia di Montello. Lascia con me anche Don Paolo e arriverà un solo sacerdote”
Don Francesco Sonzogni, 59 anni originario di San Pellegrino, ha raccontato i nove anni trascorsi a Ranica
Era nell’aria ma ora la notizia è ufficiale. Don Francesco Sonzogni sarà parroco a Montello. Ma non subito: “Andrò ad occuparmi della parrocchia di Montello, ma solo dall’inizio del nuovo anno pastorale, perciò a settembre. Succederò a don Domenico Locatelli, che si ritira per raggiunti limiti di età. Io di anni quest’anno ne compio 59 e sono originario di San Pellegrino Terme”. Prima di Ranica dove sei stato? “Vengo dall’esperienza di Arciprete a Vilminore di Scalve per ben 13 anni! Sono invece qui a Ranica da nove”. Ci sei stato bene? Hai un buon rapporto con la popolazione? “Sì molto: dispiace sempre andare via, anzi, sarebbe triste se non dispiacesse, sembra strano detto così, ma se non dispiacesse vuol dire che qualcosa non è andato come doveva!”. D’altronde avete fatto promessa di obbedienza non credo tu abbia scelta: “Certo, ma alla fine è un’obbedienza voluta, non qualcosa che ci viene imposto. Va bene così, sono anche contento di conoscere un’altra bella comunità”. E quando ti toccherà fare le valigie? “Allora, le valigie normalmente tutti le facciamo tra fine settembre e primi di ottobre. La presa di possesso, si chiama così tecnicamente parlando, avviene all’inizio dell’anno pastorale, quindi a settembre”. Montello tu la conosci, L’hai già vista? “Ho conosciuto con un primo contatto il parroco don Domenico, che mi ha raccontato le cose più importanti, ma ci sarà tempo per approfondire…” È più piccola Montello di Ranica. “Ad oggi sono circa 3600 abitanti; Ranica circa 2200 di più.” E prima ancora dov’eri, raccontaci il tuo percorso: “Prima ero fuori Diocesi esattamente a Rozzano, nel milanese, per 8 anni come curato di oratorio. Insomma un percorso articolato, da un grosso comune nella periferia metropolitana di Milano a un comune montano con diverse frazioni, poi nell’hinterland di Bergamo a Ranica e tra poco in un borgo della bassa nelle famose terre del vescovado. Sono state comunità diverse, ma vi ho trovate sempre un grande cuore. Tra le novità di Montello, ad esempio, troverò una importante presenza straniera, in particolare pakistani e indiani, che mi dicono sono molto ben integrati”.
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