Ponte Nossa, i 100 anni più 1 di Angelo Tami: “Il segreto della longevità? Coltivare le proprie passioni e… fare il tifo per l’Atalanta”
Finite le scuole elementari a Premolo Angelo Tami emigra con tutta la famiglia in Francia, a Pamfou, nella regione dell’Ile de France
“Il mio compleanno ufficialmente cade il 20 marzo, ma non so cos’hanno combinato all’anagrafe perché in realtà sono nato il 19, giorno di San Giuseppe. L’anno però è certo, 1925, per cui sono prossimo a festeggiare il secolo più un anno!”.
Angelo Tami è dunque nato a Ponte Nossa un secolo e un anno fa ed era piccolo quando ci fu il cambio dei confini e la zona di San Bernardino passò a Nossa, cioè dal Comune di Parre a quello di Premolo. Finite le scuole elementari a Premolo appunto emigra con tutta la famiglia – papà, mamma e una sorella più grande – in Francia, a Pamfou, nella regione dell’Ile de France, nel castello di Chapuis, dove il padre trova lavoro come giardiniere e la mamma come cuoca. Angelo ha dunque 12 anni quando inizia a frequentare le medie nella scuola di Panfou: “Imparai presto la nuova lingua, mi feci tanti amici, mi piaceva la scuola anche se qualcuno dei compagni mi prendeva un po’ in giro chiamandomi ‘macaronì’ e ‘mussolinì’, ero anche bravino e spesso ricevevo premi di merito dagli insegnanti”.
Ancora adesso Angelo parla e scrive bene in francese: pochi anni fa, in occasione del Centenario di fondazione della Mairie (il Comune) di Pamfou, ha scritto una bella lettera di felicitazioni al Sindaco ed all’Amministrazione ricevendone in cambio il libro pubblicato per l’occasione che lui definisce, nel biglietto di ringraziamento, “un cadeau vraiment extraordinaire”. Ricorda anche come tutto il personale di servizio si mobilitava alla grande quando da Montpellier arrivava il proprietario, il generale Fagalde, grande amico di De Gaulle, che raggiungeva il castello col suo seguito per trascorrervi qualche giorno di riposo e di svago:
“Il generale mi aveva preso in simpatia, anche con lui parlavo francese, mi diceva che se avessi voluto intraprendere la carriera militare mi avrebbe fatto studiare a sue spese…Insomma quello d’Oltralpe è un periodo che ricordo con piacere, ma purtroppo è arrivata la guerra e nel ’39 i miei genitori hanno deciso di tornare in Italia perché di colpo il nostro Paese era diventato nemico della Francia… Anche questo ricordo bene, riuscimmo a prendere l’ultimo treno Parigi- Milano perché poi le frontiere vennero chiuse”.
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