Il Consiglio provinciale ora guidato da Gafforelli scadrà in autunno: sono 9 (centrodestra) a 7 (centrosinistra)
Si potrebbe usare la frase di Orazio “hoc erat in votis” giocando sul vocabolo “votis” che in realtà in latino vuol dire auspicio (e non voti) ma qui l’auspicio era ovviamente solo da una parte. L’elezione di Gianfranco Gafforelli, che lo ricordiamo, era già stato Presidente della Provincia dal 2018 al 2021 era data per scontata, semmai la sorpresa sarebbe stata una conferma di Pasquale Gandolfi e la curiosità era quella di quanto Gafforelli avrebbe staccato il rivale. Rivale per modo di dire perché i due si conoscono, addirittura Gandolfi era stato vicepresidente dello stesso Gafforelli. Insomma, due “moderati”. Ma il centrodestra bergamasco era chiamato a una prova di forza. L’ha vinta, non proprio magari nelle proporzioni che sperava, ma l’ha vinta.
E adesso, come scriviamo da tempo, “non farà prigionieri”. Vale a dire che le deleghe verranno tolte ai consiglieri della lista “Democratici e civici per la Bergamasca” (praticamente il centrosinistra) e distribuite ai 9 consiglieri del centrodestra, comprendendo i 3 di Fratelli d’Italia (Colletta, Gaverini e Nava) che erano poi gli unici tre che stavano fino a sabato all’opposizione della lista ecumenica guidata da Gandolfi (Pd). Quest’ultimo, eletto Presidente dell’UPI (Unione Province Italiane), decadrà anche da questa carica non essendo più presidente di una Provincia.
Qualche lettore, immagino molti, avrà perso il segno: infatti è cambiato il Presidente ma non è cambiato il Consiglio provinciale, composto da 16 elementi, 9 di centrodestra, 7 di centrosinistra anche se poi si erano presentati tutti con dei simboli che potevano depistare gli elettori. Ma non i sindaci e i consiglieri comunali perché a eleggere sia Consiglio che adesso Presidente sono loro, non i cittadini. E l’anomalia è anche quella, lo ripetiamo, che il Presidente eletto (quindi Gafforelli) resterà in carica 4 anni, mentre il Consiglio provinciale resta in carica solo 2 anni e infatti scadrà a ottobre prossimo e quindi i sindaci e consiglieri comunali dovranno tornare a Bergamo a votare per i 16 consiglieri. E il nuovo Presidente nei prossimi 4 anni avrà a che fare con 3 Consigli provinciali diversi, questo in carica, quello nuovo che verrà eletto in autunno e quello che verrà eletto nell’autunno nel 2028. Va bene, sento sbuffare il lettore, ma che sistema è questo? Infatti, siamo all’assurdo e sia Gafforelli che Gandolfi (quest’ultimo ha già tentato come Presidente dell’UPI) vorrebbero che le Province tornassero ai fasti di un tempo, con l’elezione diretta del Presidente e del Consiglio. Ma il Governo fa orecchie da mercante perché poi si dovrebbero trovare i soldi, togliendo qualche delega (e qualche fetta di bilancio) alle Regioni e qui scatenerebbero reazioni politiche e personali e allora chi glielo fa fare…
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