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Gorno, Angelo Zanotti, che ha portato la bandiera paralimpica: “Ho perso la vista a 16 anni, quando ripenso ai miei due ori è una gioia, all’Arena di Verona un’emozione completamente diversa”

Giovedì pomeriggio appena ha risposto al telefono Angelo Zanotti ha detto: «Richiamami un’altra volta perché sono in giro in tandem.» E poi sabato ha risposto, sì, ma solo dopo le 17, solo dopo la fine di Inter- Atalanta. «È un buon punto. Ci sono i soliti episodi discutibili, ma se guardiamo il gioco è giusto il pareggio.» Perché per il cinquantottenne originario di Gorno lo sport non è solo il lavoro da fisioterapista, con il suo Poliambulatorio sulla provinciale di Ponte Selva, ma è «il mio hobby, e penso sia una gran cosa». Uno svago che caratterizza la vita di Angelo sin da quando è bambino e non si interrompe in adolescenza, quando perde la vista e diventa cieco. Una passione che lo ha portato a partecipare a due Paralimpiadi estive, a vincere una medaglia d’oro ai Giochi invernali di Nagano 1998 e che venerdì 6 marzo l’ha condotto fino all’Arena di Verona, alla cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. «Portare la bandiera dei Giochi, insieme ad altri cinque atleti come Silvia Parente, Christian Lanthaler, Joseph Erlacher, Enzo Masiello e Dorothea Agetle è stata veramente una bella esperienza. Dopo tutti questi anni, dopo tutta l’attività agonistica è stata proprio una bella emozione. Basta pensare che era una cerimonia d’apertura di una Paralimpiade in Italia, era dopo vent’anni ed era all’Arena di Verona, che è un posto magico, un luogo che sicuramente fa emozionare anche i cantanti e gli artisti che vanno lì ad esibirsi.»
Angelo e gli altri cinque campioni paralimpici hanno consegnato il vessillo paralimpico alla Protezione Civile, che poi l’ha issato e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato ufficialmente avvio alla XIV edizione dei Giochi. «È stato veramente bello. Quest’anno Olimpiadi e Paralimpiadi mi sono proprio piaciute. Le hanno organizzate bene. Hanno coinvolto tutto il nord Italia e tanti atleti del passato. Poi c’è stata questa continuità tra l’una e l’altra che è stata un’ottima scelta. Le Olimpiadi hanno fatto la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, e lì c’è stata quella di apertura delle Paralimpiadi. È un bel percorso.»
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