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Vilminore, quella cooperativa in rosa, le magnifiche 8 donne si raccontano

La ricorrenza della Festa della Donna è solo l’occasione ogni anno di raccontare belle storie dove le donne spesso fanno la differenza. Questa volta siamo a Vilminore di Scalve presso la sede della cooperativa sociale l’Aquilone onlus in via Valgimigli. Negli uffici tutte donne, nei servizi la maggior parte sono donne. Quasi tutte del territorio della Val di Scalve, alcune della Valle Seriana, altre proprio da altri territori. Nella scheda trovate tutti i dati rispetto al genere e all’età. Ma al comando, almeno per il momento, c’è un uomo. Un uomo che ha fatto la storia della cooperativa l’Aquilone, che con la sua “visione” ha creduto nella possibilità di creare occupazione in questa terra montana, così lontana dalle aree metropolitane ma così vicina al cuore delle donne e degli uomini dell’antica Repubblica di Scalve. Uomini e soprattutto donne che con lui hanno scommesso, rischiato, investito, sognato di poter costruire servizi all’avanguardia per se e per i propri concittadini e per chi, in valle, arriva per trovare momenti di vacanza. E sono sempre di più. Tutti e tutte hanno investito perchè nelle cooperative, si sa (o forse non si sa?) che decidono i soci, non c’è un amministratore unico. Una testa, un voto.  C’è però, eletto dai soci, un CDA (consiglio di amministrazione) che è proprio il protagonista di questo articolo, perchè oggi l’Aquilone è governata al 90% da donne, e donne giovani con una media di 35 anni. Una bella scommessa che faremo raccontare ad ognuna di loro.
Ed eccole qui le donne della cooperativa. In rigoroso ordine alfabetico. A tutte loro ho fatto le stesse domande: 1. Da quando sei in Aquilone, che ruolo hai e che lavoro fai? 2. Cosa vuol dire lavorare per una cooperativa di montagna? Vantaggi e svantaggi 3. Essere donna aiuta o è uno svantaggio?  4. Come riesci a conciliare lavoro e famiglia? 5. Il tuo ” sogno” per il futuro della cooperativa e il lavoro e la vita in generale in montagna. (Pure io sono una delle donne della coop, la responsabile dei servizi alla cultura e al turismo di Artelier ma per conflitto di interessi non mi autointervisto… n.d.r)
LAURA ABATI

Sono in cooperativa dal 2011, ho iniziato la mia esperienza durante gli studi universitari, come assistente in una scuola materna, poi educatrice al centro disabili per circa 11 anni e successivamente coordinatrice del Cdd e dei tirocini inclusivi sociali della Valle di Scalve! Lavorare per una cooperativa di montagna secondo me è una scelta di vita e responsabilità, con l’obiettivo di valorizzare le risorse sociali! Certo è, che non c’è posto per tutti… non è semplice poter fare il lavoro che si desidera, in un territorio piccolo come il nostro! Essere donna è vantaggio o svantaggio, non saprei dare una risposta… secondo me è molto importante la credibilità che hai sul territorio, poi donna o uomo ha poca importanza! Come si concilia lavoro e famiglia? Non è sempre semplice… soprattutto di fronte ad imprevisti/emergenze! Bisogna quotidianamente organizzare e pianificare, e cosa essenziale, avere attorno persone su cui poter contare. Sicuramente ora che ho una buona flessibilità lavorativa, è tutto più semplice. Il mio sogno è che la nostra montagna venga apprezzata sempre di più, soprattutto dai giovani… è un peccato rendersi conto che tanti ragazzi studiano per poi abbandonare il paese! Spero che il futuro della cooperativa sia composto e circondato da persone che credono davvero nella stessa, senza pregiudizi e polemiche inutili. Infine credo che il percorso di ognuno di noi, sia dato, per una buona parte, dalla fortuna… il treno passa una sola volta nella vita, o forse più volte, ma sta a te scegliere se salire o aspettare il successivo. Io ringrazio di non essermi fatta sfuggire l’occasione e ringrazio soprattutto chi ha creduto in me!
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