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Cerete, Filomena e Denise, madre e figlia: “L’autismo, la scoperta di una vita diversa, ogni giorno imparo da lei…”

Filomena e Denise, due donne toste, madre e figlia, vivono a Cerete. Filomena, classe 1969, Denise, classe 1998, un martedì sera, a casa a preparare la cena, Denise stasera ha voglia di minestra di verdure, ogni tanto, anzi spesso, detta il menù a mamma Filomena. Denise ha una forma di autismo importante, ma di importante qui c’è il cuore che loro due mettono ogni giorno, ogni minuto, ogni attimo di vita. “Sono calabrese – comincia Filomena – di Mammola, provincia di Reggio Calabria, sono venuta qui perché i miei si sono trasferiti a Clusone per lavoro quando avevo 18 anni. Sono arrivata nel 1987, l’impatto non è stato subito facile, io sono molto espansiva con tutti, qui invece ho trovato all’inizio un po’ di gente chiusa ma col tempo mi sono accorta che era solo apparenza, il bergamasco ha il fuoco sotto la cenere”. E qui Filomena trova l’amore: “Era il 1991, avevo 22 anni, lavoravo come assistente alla poltrona da un dentista, e la sera andavo ogni tanto al Collina Verda, allora era una discoteca, e ho conosciuto Marco, ci siamo piaciuti fin da subito, abbiamo cominciato a uscire e da allora stiamo insieme, ci siamo spostato nel 1996”. Due anni dopo nasce Denise: “Ero al settimo cielo, volevo una bambina ed era una bambina, ma da subito ci sono stati problemi, è nata con la cataratta congenita, è stata operata la prima volta a 5 mesi, aveva opacizzato il cristallino, l’hanno operata in una clinica a Monza”. La vita di Filomena cambia: “Un inizio di maternità impegnativo e doloroso, non era certo quello che mi aspettavo, dall’ecografia non era trasparito nulla, verso i due mesi mi sono accorta dello strabismo di Denise, l’ho fatto presente al pediatra ma mi disse che sarebbe andato apposto da solo, nei bambini era una cosa normale. Intorno ai due anni però mi sono accorta che qualcosa non andava, portavo al parco Denise e notavo che si isolava dagli altri bimbi, c’era qualcosa che non andava, mi hanno indicato la neuropsichiatria di Piario ed è stata seguita lì, dopo qualche tempo è arrivata la diagnosi: autismo verbale. Ci sono varie forme di autismo, questa è una di quelle più gravi. Denise va seguita sempre, ma io volevo che Denise vivesse in un contesto del tutto normale, ricordo che quando lo psichiatra ci disse che noi genitori dovevamo avvicinarci al mondo di Denise, io gli risposi che anche Denise doveva avvicinarsi al nostro, non volevo isolarla nella sua malattia”.
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