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Maffiolo da Cazzano è stato il protagonista di una serata all’oratorio San Carlo Acutis

Particolarmente interessante è stata la serata culturale svoltasi nella sala polivalente ‘Don Pierino Bonomi’ dell’oratorio San Carlo Acutis di Cazzano Sant’Andrea avente come tema ‘Maffiolo da Cazzano… Pittore?’, serata proposta da appassionati di storia locale in occasione del 30° di intitolazione della via a Maffiolo da Cazzano, noto nell’elenco dei pittori bergamaschi del 1400. L’esistenza di questo “pittore” è desunta esclusivamente da un nome e da una data “ser Mafiolus de Chazano 1477” dipinti sopra un San Bernardino in un sottarco nell’antica chiesa di Sant’Andrea de Mornico al Serio, accompagnati dalla scritta  apposta sul libro aperto che il santo reca in mano: <Que sur/sum sunt/ sapite non que/ sup(er) ter(r)a/m 1477> “Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra”. Sono numerosi i documenti, libri, ricerche che parlano di Maffiolo, ma la tesi di laurea del ricercatore storico  Dottor Franco Innocenti di Comenduno avente come titolo “ La fortuna del Beato Simone da Trento: Il ciclo in San Bartolomeo di Albino” ha stravolto quanto nei secoli si è creduto e cioè che il Maffiolo fosse pittore. La serata introdotta e moderata dal Dottor Silvio Tomasini, conservatore del Museo Adriano Bernareggi nonché coordinatore delle attività e rete dei musei, ha interloquito sapientemente proprio il Dottor Innocenti che con molta precisione ha elencato e spiegato i documenti della sua ricerca i quali testificano che il Maffiolo creduto pittore non era pittore ma il committente. I pittori erano altri tra i quali Giovanni,  figlio del pittore Antonio Marinoni e la sua bottega  di Desenzano di Albino. Il Maffiolo figlio di Tonolo Genuizzi insieme ai fratelli Pietro, Cabrino, Comino, Teutaldo e le sorelle Margherita e Caterina (i de Januicis de Cazano – i Genuizzi da Cazzano),  componevano una delle famiglie più facoltose della Valgandino, proprietari di una tintoria, di terre e case in Valgandino nonché tanti altri beni in pianura, a Mornico, Palosco e dintorni, attivi come prestatori di denaro e commercio con attività che estendevano al Trentino, al Tirolo, al Veneto, al Friuli, alla Carinzia e alla Slovenia. Dopo la rievocazione storica del novembre 2023 riguardante le disgrazia nelle miniere di lignite avvenuta la notte tra il 27 e 28 febbraio 1873  la serata culturale ha quindi portato alla luce un altro tassello della storia del piccolo paese di Cazzano Sant’Andrea.

L’identità di un paese, è scritto, è l’insieme di cultura, storia e tradizioni, etc. che formano il patrimonio inimitabile di una comunità, rafforza il senso di appartenenza e valorizza il territorio. In forza di questa visione comunitaria e constatato il quasi totale disinteresse a questo argomento da parte dell’amministrazione comunale al termine della serata, è stata fatta la proposta per la costituzione di un gruppo culturale al fine di approfondire il passato storico di Cazzano e far conoscere personaggi illustri che anche questo paese, pur essendo il più piccolo della Valgandino ha avuto nella storia. Si ricordano i Conti Cazzani, il Geodeta Angelo Tacchini, i Conti Greppi, il Geologo Giulio Cola, nel Novecento L’attore Giulio Tomasini ha portato alto il nome di Cazzano S. Andrea a Cinecittà, negli anni 50 del secolo scorso, l’Ing. aeronautico Bauce Fiorindo era direttore della fabbrica di aerei  della SIAI Marchetti a in Sudafrica, parlava sette lingue, oltre a due lingue africane, poeta e scrittore di libri, e altri che hanno onorato il loro paese di nascita, Cazzano Sant’Andrea. Riguardo  ai Conti Greppi, sarebbe bello restaurare la lapide funeraria (unica testimonianza della Famiglia Greppi) murata nella facciata della residenza che fu dei Conti Greppi e che volge sul sagrato della chiesa parrocchiale rendendola leggibile da terra. La lapide risale al 1686 e fu della moglie del Conte Giorgio Greppi, Ludovica Giovannelli