Tavernola, Ioris Pezzotti: “Ho passato 5 anni di emergenze. La storia di Gallinarga e la rottura con Pasquale. Le compensazioni ambientali del cementificio che la Regione deve far rispettare”
A differenza degli ex sindaci (di tutti gli ex sindaci di Tavernola) Joris Pezzotti è ancora in campo (amministrativo). Dopo il suo quinquennio da sindaco (2019-2024) è tornato a fare opposizione. Adesso ha 65 anni e già un anno e mezzo ma non avrebbe voluto ripresentarsi. “Il nostro candidato a Sindaco doveva essere il mio assessore, Fabio Rinaldi che si è ritirato a un mese dalla scadenza della presentazione delle liste e allora ho dovuto presentarmi io. Ho deciso di proporre un programma lungimirante di fusione tra i comuni di Tavernola-Vigolo-Parzanica che porto avanti fin dal 2014, da qui la scelta di candidare anche persone dei due comuni vicini. Altrimenti ci sarebbe stata lista unica”.
Con i suoi 65 anni ha una memoria amministrativa invidiabile, sa ricostruire le vicende anche più remote. “La prima volta che mi sono presentato alle elezioni come candidato consigliere è stato nel 1990, ma non sono stato eletto. Allora non c’era ancora l’elezione diretta del Sindaco, in Consiglio fu eletto Privato Fenaroli”.
Ma l’interesse politico affonda molto più nel tempo.
“Certo, a 15 anni fondammo la sezione tavernolese della Federazione Giovanile del PCI, personalmente mi sono sempre ispirato a quella che allora era considerata la corrente ‘di destra’ (Macaluso, Napolitano, Morando), era l’era Berlinguer, eravamo 4 o 5 ragazzi e a un certo punto avevamo più di trenta iscritti, tutti giovanissimi (tra i 15 e i 20 anni). Io ero incaricato della stampa e propaganda, facevamo un giornalino, prima a ciclostile, poi a stampa in una tipografia di Sarnico. Direttore era Marziano Soggetti. All’inizio si chiamava ‘Il lavoratore tavernolese’ poi credo si chiamasse ‘Ipotesi’, almeno mi pare di ricordare”.
E quando sei entrato in Consiglio Comunale la prima volta? “La prima volta nel 2009”.
Ma come, sono passati quasi 20 anni senza impegno politico? “Perché poi ho fatto l’imprenditore e non riuscivo a conciliare le due cose, non avevo più tempo libero”.
Che ramo di imprenditoria? “Avevo un cantiere nautico a Predore, facevamo rimessaggio, assistenza. Quando ho lasciato ho chiesto ai miei figli se volevano andare avanti, hanno detto di no e allora ho ceduto la mia quota del 50% al figlio del mio socio”.
Torniamo al 2009 quando ti presenti candidato a Sindaco. “C’erano tre liste. Una, credo si chiamasse ‘Socialisti e laici’, una ‘Tavernola Democratica’ ed eravamo noi e poi la lista che ha vinto, ‘Progetto Tavernola’ con Massimo Zanni”.
Quindi quello che potrebbe essere chiamato grosso modo il centrosinistra si era diviso in due liste.
“E’ sempre stato spaccato in due dal ’75 in poi”.
Come dal ’75? Perché cosa era successo nel ’75? “Nel ’75 era nata la lista del PCI e c’era la lista di socialisti e laici e poi la DC. Dal dopoguerra c’erano sempre state due liste, la DC e i Socialdemocratici, al di là di una pausa in cui ci fu una lista civica ‘del Gallo’ nel 1964. Nel ’75 ci fu la terza lista, quella del Partito Comunista, ma comprendeva anche indipendenti, come il Maestro Piero e altri”.
Quindi da allora siete sempre stati divisi. Magari un giorno scrivi la storia delle militanze politiche, delle divisioni e alleanze… Ma torniamo al 2009. Entri in Consiglio comunale all’opposizione. Oltre al vostro gruppo c’era la lista che aveva amministrato Tavernola per 15 anni, ‘Impegno Civico’, prima con il decennio di Gabriele Foresti e il quinquennio di Leandro Soggetti. Ma è stato eletto Massimo Zanni.
Le convenzioni col cementificio
Ecco, proprio Zanni viene accusato di non aver rinnovato nel 2010 la convenzione col cementificio che fruttava al bilancio bei soldi… “La prima convenzione con la cementifera è del ’91, l’ha fatta Privato Fenaroli. Però lì non si parlava ancora di combustibili alternativi derivati da rifiuti, si parlava solo del materiale scavato, la convenzione prevedeva un tot a tonnellata, mi pare di ricordare fossero 460 lire e, all’anno, l’entrata in bilancio comunale era intorno ai 150 milioni di lire con l’aggiunta di 100 milioni una tantum di arretrati. Privato è stato il primo a tirar fuori qualche soldo dalla cementifera. Era l’epoca in cui il cementificio voleva aprire una nuova miniera: la ‘Ca Bianca’ a Parzanica. Le premesse nella convenzione del 1991 elogiavano il ripristino ambientale in atto nella miniera Ognoli di Tavernola, definendolo ‘di vera e propria ricostruzione del paesaggio’. Carta che il cementificio avrebbe potuto favorevolmente spendere per ottenere l’apertura della nuova miniera di Parzanica. Questo credo sia, a mio avviso, il vero ‘scambio’ contenuto nella convenzione del 1991. In cambio, della miniera a Parzanica, inoltre, si dava l’ok alla realizzazione di una strada diretta Tavernola-Parzanica, il cui tracciato passava nell’ormai dismessa miniera Ognoli, riducendone così inevitabilmente le possibilità di ripristino ambientale. Se non fosse partita quella miniera il cementificio era a piedi già allora. Noi al tempo eravamo contrari ma bisogna dire che le condizioni erano molto diverse, lì ci lavoravano ancora molte persone e allora lo stabilimento aveva un senso”.
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