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La brutalizzazione del Parco dell’Oglio: danno ambientale, abbattimenti indiscriminati e reale perdita di biodiversità

A Costa Volpino, nel cuore del parco dell’ Oglio e della Riserva della Biosfera Unesco, si consuma un paradosso inaccettabile. A venti metri dal sentiero del parco (in una estensione che va dal ponte ciclabile al campo volo) stiamo assistendo in queste ore alla  devastazione della fascia vegetale fluviale  ad opera di interventi che poco hanno a che fare con la cura del territorio, ma molto con l’imperizia ecologica.
Un taglio indiscriminato di alberi
Le essenze arboree rase al suolo da mezzi pesanti, collocate sul margine del fiume, sono, infatti, preziosi elementi dell’ ecosistema fluviale da valorizzare. Secondo l’opinione di professionisti forestali, i salici bianchi abbattuti, con fusti di 90 cm di circonferenza, non sono minacce. Per loro natura, questi alberi, anche se non più vitali, non cadono mai “interi” improvvisamente; degradano gradualmente, perdendo rami in un processo lento che costituisce una riserva di biomassa fondamentale. Questi tronchi sono la casa del picchio verde e del picchio rosso, sono custodi di microrganismi e biodiversità invisibile ma essenziale per gli ambienti umidi. Rimuoverli significa distruggere i nidi e le fonti di sostentamento di una fauna che il parco avrebbe il dovere di tutelare.
Un cantiere forestale inadeguato
I tagli non ponderati, ma anche le potature ai superstiti, si sono rivelati, secondo il parere degli esperti forestali, sabotaggi alla salute degli alberi realizzate da professionalità inadeguate. Inoltre, l”ingresso di mezzi pesanti ha lasciato un’impronta indelebile, compattando il suolo e compromettendo la diversità del sottobosco. Insomma, viene spacciata per “messa in sicurezza” quella che è, a tutti gli effetti, la brutalizzazione di un’area protetta. Tagliare alberi sani insieme a quelli morti è un insulto alla  silvocoltura naturalistica. Al contrario, sarebbe stato sufficiente un intervento di cura rispettoso delle peculiarità vegetali e faunistiche.
I veri pericoli ignorati
Paradossalmente sono state escluse dall’intervento alcune piante che necessiterebbero di manutenzione. Sotto il parco giochi, alberi con biforcazioni instabili sono stati lasciati a sé stessi, mentre olmi malati  che ostruiscono il sentiero pedonale attendono una potatura mirata.
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