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Fiorano al Serio, “Mio figlio aggredito e derubato da un gruppo di giovanissimi, erano una ventina e hanno inseguito mio figlio e altri 6 ragazzini, derubati e minacciati, ora hanno paura”. Le istituzioni: “Stiamo lavorando per la sicurezza”

È sabato 9 febbraio e sono da poco passate le nove di sera. Dal Gas Beer di Fiorano al Serio esce un gruppo di sette ragazzi di 16 anni e va verso il centro del paese. Però proprio lì, sulla salita di via don Seghezzi sono raggiunti da un gruppo più numeroso di coetanei. «Mio figlio e altri sei stavano camminando quando si sono girati e hanno visto una ventina di ragazzini che li seguiva. Non li conoscevano, ma hanno capito che li volevano raggiungere. Così hanno iniziato a correre e scappare. Alcuni sono riusciti a nascondersi nella casa di uno di loro che è lì vicina. Gli altri quattro sono stati bloccati, derubati di soldi, sigarette e svapo. Qualcuno le ha anche prese. Per fortuna nessuno è finito in ospedale.» Chi racconta è la mamma di uno degli adolescenti aggrediti. «Quelli che erano in casa, guardavano giù dalla finestra e hanno visto che il gruppo di giovani violenti era ancora in giro per le strade a cercarli. Dai racconti dei nostri figli qualcuno degli aggressori aveva pure dei coltelli. Per lo più erano africani.»
Un brutto episodio che non era mai capitato nel comune della media valle Seriana, che ha scatenato la rabbia e l’indignazione di molti utenti nel gruppo Facebook, “Sei di Fiorano al Serio se…”. «Noi come genitori siamo andati dai carabinieri.» Continua la madre fioranese: «Non abbiamo sporto denuncia anche perché non sappiamo nemmeno un nome di quelli che hanno fatto il furto, ma abbiamo raccontato quello che è stato. Speriamo che non capiti più a nessuno perché non è bello non sentirsi liberi di andare al bar, o di aver paura di fare uscire il proprio figlio.»
Intanto i ragazzi che hanno subito questa situazione di violenza stanno vivendo con timore: «L’altro giorno mio figlio mi ha chiesto di accompagnarlo a scuola. Mi ha detto: “finché sono in gruppo vado bene, ma se sono da solo ho paura che mi vedano, mi riconoscano e mi facciano del male.” Loro non volevano nemmeno che andassimo dai carabinieri perché erano stati minacciati. Gli hanno detto: “se raccontate qualcosa veniamo a prendervi!” Questo sabato sera, per evitare di incontrare ancora quei ragazzi, sono usciti ma da un’altra parte.»
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