Rogno, il ricordo di Guerino Surini. La figlia: “Quando da piccola mi chiedevano dove fosse il papà il lunedì sera, rispondevo ‘E’ a salvare l’Italia’. L’impegno civico, il confronto con tutti, l’amore per la mia mamma, infermiera, conosciuta in ospedale…”
Scrivere un ricordo di un padre non è facile per nessuno. Farlo quando quel padre è stato tanto, non solo per me ma per il nostro Comune e la nostra comunità, è una responsabilità ancora più grande. Credo però sia giusto che il ricordo privato lasci spazio anche a quello civile, perché la sua vita non è stata solo la storia di una famiglia, ma anche quella di un paese.
Mio padre ha dedicato molti anni all’impegno amministrativo e politico nel Comune di Rogno e nella Comunità Montana dell’Alto Sebino, partecipando attivamente alla vita istituzionale e di partito. Per lui la politica non è mai stata esercizio di visibilità, ma responsabilità quotidiana e, sopra ogni cosa, una vera fede civile.
I miei ricordi più vivi sono legati alla sua esperienza di partito, alle memorabili Feste de L’Unità di Rogno, quando il partito era prima di tutto una casa: un luogo in cui una comunità si ritrovava attorno a valori condivisi con l’idea concreta di migliorare la vita di tutti. Per questo, quando da piccola mi chiedevano dove fosse papà il lunedì sera, giornata di riunione alla sezione del PCI, rispondevo con convinzione: “È a salvare l’Italia”. Chi lo ha conosciuto nelle stanze del Comune ricorda la sua presenza costante, la disponibilità all’ascolto e la concretezza nell’affrontare problemi grandi e piccoli. Credeva nel confronto, anche acceso, ma non nella rottura dei rapporti: si potevano avere idee diverse senza smettere di riconoscersi parte della stessa comunità. Un’attitudine che aveva imparato già da ragazzo, negli anni trascorsi al collegio di Celana, dove, comunista in un contesto religioso rigoroso, aveva costruito legami e amicizie durate tutta la vita.
Il suo impegno è stato guidato da un forte senso di appartenenza a Rogno. Dalle commissioni comunali alla sezione di partito, ha vissuto la politica come servizio, mantenendo sempre un rapporto diretto con le persone. La sua porta era aperta, in Comune e a casa: chi chiedeva un aiuto o un consiglio trovava ascolto…
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“Guerino, sempre alla ricerca di un punto di incontro per provare a cambiare le cose”
Ricordare Guerino.
Tanto da ricordare, tante le stagioni vissute. La stagione del P.C.I. quando bisognava lottare per sostenere le proprie idee e convinzioni in una realtà, ora come allora, non proprio predisposta ad ascoltarle. Le feste de “L’Unità”, le commissioni comunali, le infinite riunioni del partito sempre con il proposito di collaborare, cercare un punto d’incontro per provare a cambiare le cose. Con questo spirito è arrivata la stagione amministrativa. Una bella stagione. Prima due mandati da assessore e poi il mandato da Sindaco. Un Sindaco comunista sostenuto sia dal centro che dal centro-destra, quando i partiti erano ancora centrali nella vita politica, a conferma della fiducia trasmessa nel corso degli anni.
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