Sovere, Luca, dopo la tempesta l’esordio tra i professionisti: “Non ho mai mollato, ora tocca a me”
L’esordio al Tour de la Provence e poi… “Grazie alla mia famiglia ho tenuto duro”.
Le cose belle arrivano a quelli che credono, le cose migliori arrivano a quelli che sono pazienti e le cose straordinarie arrivano a coloro che non si arrendono. Non so chi lo diceva ma sta a pennello, come un cappotto fatto su misura per Luca Cretti, che in questi giorni in Francia ha fatto il suo esordio nella prima gara da professionista. Un amore, quello per la bicicletta che ha accompagnato Luca da sempre, una passione che lo ha avvolto e anche travolto ma soprattutto salvato da un periodo che avrebbe fatto gettare la spugna a chiunque, soprattutto a un ragazzo cosi giovane. Non a Luca però, che da quando è alto nemmeno un metro sogna o meglio, sognava, di diventare professionista. Te lo aspettavi? “Ci ho sempre sperato, ma nell’ultimo anno quando la squadra è passata al professionismo ero pronto, non è stata quindi un fulmine a ciel sereno”. Non hai mai mollato, nemmeno quando ti hanno fermato per più di un anno per presunto doping, chi ti ha dato la forza per andare avanti? “La mia famiglia è stata fondamentale, mi hanno sempre supportato, da subito e sempre, mi hanno dato libertà di scegliere se continuare a inseguire il mio sogno anche quando ero rimasto solo a pedalare ogni giorno senza squadra, e non è scontato, sono stati quasi due anni della mia vita molto duri, ma io sapevo che sarei tornato, non ho mai smesso di allenarmi, loro mi hanno sempre lasciato libero di crederci e ci hanno creduto con me. E sentirmi sostenuto non ha prezzo e con loro anche la famiglia cicli Bettoni che mi ha dato tutto quello che mi serviva per pedalare, mi ha sostenuto anche al di fuori del mondo della bicicletta”. Non hai mai avuto la tentazione di mollare? “Sì, molte volte ma alla fine mi ripetevo che dovevo andare avanti e riuscire ad andare oltre, che era solo un momento passeggero, mi chiedevo ‘cosa vorresti fare da grande?’ e mi rispondevo sempre la stessa cosa, il ciclista e quindi dovevo andare avanti per il mio sogno. La tentazione di mollare fa parte del gioco dell’arrivare fino in fondo e ho accettato questo gioco, la paura va gestita, sto imparando a farlo”.
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