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Nonne in affitto

Questa sera, mentre stavo cucinando, hanno detto al telegiornale che in Giappone esiste un servizio di nonne “in affitto”. Sono rimasta con la padella a mezz’aria a sentire che, per una ventina di euro all’ora, se abitassi a Tokyo stasera sarei potuta entrare dalla porta e trovare la cena fatta e una vecchietta sorridente ad accogliermi con un abbraccio. L’azienda che ha avuto questa idea, si chiama Client Partners, impiega attualmente un centinaio di donne tra i 65 e i 90 anni per fare compagnia, preparare piatti tradizionali e insegnarne poi la ricetta, accudire i figli o semplicemente per sedersi a tavola e ascoltare come è andata la tua giornata.
Superata una certa invidia, dovuta al fatto che in Europa questa possibilità non è ancora arrivata (chi non adorerebbe avere una nonna tuttofare per casa?), ho pensato che per queste donne anziane debba essere bello ritrovare uno scopo nelle giornate, tornare attive e apprezzate per la loro anzianità e sentirsi ancora utili per qualcuno. Da questo punto di vista non ho alcuna incertezza. E il servizio mi ha così incuriosito che mi sono presa poi il tempo di approfondire la questione e di sfogliare alcuni articoli. Ma qui ho cominciato un po’ a tentennare quando ho scoperto che si possono noleggiare anche gruppi di amici, zie e addirittura famiglie intere! A questa notizia sono crollata incredula sul divano sommersa da domande : ma davvero i rapporti umani li possiamo semplicemente comprare? E tutta la fatica che ho fatto a mantenermi le amicizie, soprattutto in età adulta quando si diventa tutti più difficili e spinosi, potevo risparmiarmela tirando fuori un bel biglietto da venti?
Ho letto che alcune di queste piattaforme, dove trovare una buona amica che ti accompagni a fare shopping o a una mostra d’arte, esistono ormai da anni e sembrano essere un mondo creativo per combattere isolamento e solitudine, soprattutto nelle grosse città. Personalmente mi è venuta un po’ di tristezza, forse per il tempo che ho dedicato a costruire le mie relazioni o forse perché è un concetto ancora nuovo per me. Ma, dopo essermi rotolata più volte sul divano, sono giunta alla conclusione di dovermi fermare alla nonna che ti aiuta in casa, ti trasmette un po’ di esperienza, ti fa qualche racconto dei tempi della guerra e ti aspetta la sera con una zuppa fumante. Questo posso accettarlo, anche se a pagamento, perché in fondo i nonni li perdiamo troppo presto, sono un bene prezioso e non li possiamo riportare in vita. In nessun modo.
Quindi se li sostituiamo con altri anziani pronti a dare ancora molto e ai quali ci affezioneremo indubbiamente malgrado una piccola mancia data per il loro impegno, credo che sia, a conti fatti, un investimento d’amore per tutti. Invece sugli amici acquistabili online lasciatemi dissentire. Credo che per quelli, se sono veri, serva un po’ di fatica extra, il sapersi prendere delle responsabilità nei loro confronti e accollarsi pure qualche loro problema come biglietto di ringraziamento. E poi perché dovremmo comprare degli amici quando possiamo farceli ad ogni età? Esiste forse un limite anagrafico? direi che non ci sono scuse.
E se non ne abbiamo ancora di validi, basterebbe guardarsi un po’ attorno, lasciarsi avvicinare di più, mettersi in gioco ed essere pronti anche a qualche critica. Che fa più bene che male, tante volte. Se saremo disposti a uscire dalla nostra bolla e provare a migliorare le nostre abilità sociali allenando la fiducia necessaria a stringere nuovi legami, avremo già fatto un passo importante oltre il cerchio della solitudine. E sicuramente nuovi amici non tarderanno ad arrivare. Ne sono davvero sicura.