Lido 84, l’eccellenza della cucina mondiale dice basta (per ora). Giancarlo Camanini: “Siamo felici e sereni, periodo di attesa e riflessione…”
Chiude. Il 22 marzo. Ultimo giorno per gustare le meraviglie della cucina dello chef Riccardo Camanini, originario di Sovere. Il Lido 84 è un must della cucina mondiale e i media in questi anni hanno raccontato in ogni sfaccettatura questa cucina a tratti rivoluzionaria con le radici ben affondate negli ingredienti classici. E i premi internazionali sono fioccati da tutto il mondo, tanto da certificare Lido 84 come il miglior ristorante italiano nel mondo. Quindi il comunicato, a tratti criptico, diffuso sulle pagine instagram del ristorante, sono rimbalzate ovunque in pochi minuti: “Ci teniamo ad informarvi che il 22 marzo 2026 sarà l’ultimo giorno di servizio del ristorante Lido 84. Questa magnifica avventura, iniziata il 21 marzo 2014, è stata ricchissima di emozioni, di soddisfazioni umane e professionali, e di prestigiosi traguardi. Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono seduti ai nostri tavoli e che, nel corso degli anni, ci hanno stimolato ed aiutato a crescere. Siamo riconoscenti a tutti i collaboratori e fornitori che durante questo periodo hanno svolto un grande lavoro dietro le quinte, con qualità, continuità e lealtà. Guidati da un forte senso del dovere come valore primario, contribuendo a costruire questo magnifico viaggio. Ma, soprattutto, ringraziamo quel centinaio di ragazzi dal cuore d’oro che si sono avvicendati nel corso di questi dodici anni, e che ci hanno seguito più da vicino, condividendo il nostro cammino… con la speranza di aver lasciato loro un significato valido per le loro vite e le loro passioni. Chiudiamo questa avventura con serenità e gioia verso il futuro, aprendoci a nuove idee che possano un giorno diventare semi di un nuovo progetto. Lasceremo questo luogo incantevole, che rimarrà per sempre nei nostri cuori, nella speranza che possa continuare ad essere un’icona per il Lago di Garda e per il Made in Italy nel mondo. Grazie, grazie, grazie!”
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