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Gorno, la storia di Cristina Roggerini, ballerina alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi

Cristina, da Gorno alle Olimpiadi: “Un’emozione grandissima. Nel cuore sempre la mia famiglia e la Valseriana”.

Il 22 febbraio si concludono le Olimpiadi invernali che hanno tanto impegnato l’Italia e soprattutto le sedi di Milano e Cortina per organizzare al meglio le gare. Ma un posto d’onore in tutto questo caleidoscopio di ghiaccio, neve e muscoli, se lo prende sicuramente la cerimonia di apertura tenutasi il 6 febbraio nello stadio San Siro di Milano. In Italia l’hanno seguita quasi 10 milioni di persone ma c’erano decine di paesi esteri collegati! Solo negli Stati Uniti, grazie alla diretta della NBC, altri 22 milioni. Uno degli spettacoli più visti al mondo! Pensate che sono circa tre anni che il team guidato dal genio creativo di Marco Balich (chiamato anche alla cerimonia di Rio nel 2016) ci lavorava per dare lustro all’Italia, sede di questa versione “bianca” delle Olimpiadi.
E tra gli artisti e le artiste che ne hanno decretato il successo siamo andati a conoscere la nostra concittadina delle prealpi orobiche bergamasche! Viene da Gorno e si chiama Cristina Roggerini, ventisette anni di splendore e disciplina. Di professione ballerina. Proprio di professione, non una dei tanti e tante meravigliosi volontari, ma proprio una che ce l’ha fatta, che vive di questo incredibile “lavoro” sogno di tante bambine ma realizzato da pochissime.
Specie quelle di provincia: “Ho iniziato a studiare la danza, in modo professionale solo dopo il liceo scientifico. Dopo gli studi il grande dilemma… cosa faccio ora della mia vita? Sull’università non avevo le idee chiare… poi mi ha letteralmente salvato dal guado dell’incertezza la mia insegnante di danza Livia Salvatoni che mi ha appunto suggerito il fatto che la danza potesse effettivamente essere una professione, cosa che io non avevo mai preso davvero in considerazione e quindi mi ha suggerito di iscrivermi ad una accademia. Detto fatto, ho avuto l’appoggio sempre incondizionato della mia famiglia; anzi fammi approfittare di questo articolo per ringraziarli, senza il loro continuo supporto niente di tutto questo sarebbe mai successo. La mia mamma Marta Benini (insegnante nella scuola primaria di Gorno) e mio padre Dario(noto amministratore di Gorno, per anni guida e presidente dell’Eco Museo delle Miniere) e poi il mio fan numero uno, mio fratello Marco! In accademia ho studiato per tre anni, di cui il terzo era l’anno del covid, e si è un po’ bloccato tutto… per tutti non solo per me.  Dopo questi tre anni mi sono spostata a Torino e ho fatto un altro percorso professionale che si chiama Nod, nuova officina della danza e lì ci sono stata altri sei mesi. Dopodiché sono ritornata a vivere a Firenze dove mi sono trasferita, e ho iniziato a fare finalmente un vero percorso di ricerca di lavoro”.
Racconta a noi ignari e curiosi quali sono i percorsi per trovare lavoro come danzatrice. “Nel nostro ambito ci sono le audizioni, presso i teatri o spettacoli in giro per l’Italia e spesso all’estero. Nel frattempo, ho continuato a studiare autonomamente, seguendo gli artisti che mi interessavano. Ho fatto davvero tanti provini, casting, audizioni su audizioni, sai all’inizio è stato  un po’ difficile, un percorso accidentato perché comunque non è un ambiente semplice e in Italia soprattutto…”.
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