Ardesio, il nuovo (lungo) elenco dei Comuni Montani. Il caso Villa di Serio (out) e Torre Boldone 200 milioni da dividere su 3.400 Comuni
Caccia: “Soldi che dovrebbero andare a chi fa allevamento e agricoltura in Alta Val Seriana, e non ad Alzano, Villa di Serio, Ranica”.
È stata particolarmente interessante la 26ª edizione del Convegno “Vivere in Montagna” che ormai tradizionalmente precede la grande giornata dedicata alla “Fiera delle capre e dell’asinello”: il sindaco Yvan Caccia, infatti, ne ha definito fin da subito lo scopo, non il solito convegno più o meno autoreferenziale, ma l’occasione per richiamare e svegliare i nostri rappresentanti politici sulla vera questione della montagna, e cioè la questione territoriale.
“Un convegno fatto apposta – ha detto – per la gente che nella montagna ci vive, ci lavora e ci crede, e che per continuare a crederci ha bisogno, appunto, che si cambi la sua organizzazione politico-territoriale”.
3.400 comuni montani? Troppi
Caccia ha spiegato che siamo alla vigilia dell’approvazione definitiva della Legge sulla montagna, pensata dapprima con la riduzionea 2800 dei circa 4000 attuali Comuni italiani definiti montani: una riduzione contestata però dalle Regioni, per cui si è tornati a definire montani 3400 Comuni. Per la Valseriana questo ha significato che è stato escluso dalla ‘lista’ il Comune diVilla di Serio ed è stato incluso quello di Torre Boldone.
“Ora – ha sottolineato non senza una punta di ironia il sindaco di Ardesio – a noi che abitiamo nell’Alto Serio riesce un po’ difficile pensare ad una Valle montuosa anche da Gazzaniga in giù…. e se l’organizzazione politico territoriale è questa, sarà difficile che la montagna possa risolvere i suoi problemi. Quello economico compreso perché, insieme ad alcune deroghe, la Legge porta in dote un finanziamento stabile di 200 milioni ogni anno a partire dal 2026. Divisi per 3400 Comuni, questi soldi saranno poco più che briciole, che comunque dovrebbero andare a chi continua a fare allevamento e agricoltura in Alta Valle Seriana, e non ad Alzano, a Villa di Serio, a Ranica…”.
Temiamo che i messaggi di Caccia, diretti alle più alte cariche politiche presenti, forse non siano piaciuti molto a Paolo Franco, assessore alla Casa e all’Housing sociale della Regione Lombardia, che infatti ha lasciato la sala prima che il Convegno finisse.
Se non ci uniamo non contiamo
Altri interessanti spunti di riflessione sono venuti da Cinzia Baronchelli, consigliera del GAL (gruppo azione locale) Presolana e dei Laghi Bergamaschi e Vicepresidente Confcooperative Cultura e Turismo Lombardia e consigliere nazionale. “Negli ultimi anni, la montagna alpina e prealpina italiana è attraversata da un cambiamento strutturale che non riguarda solo l’economia, ma anche il modo di abitare, lavorare e gestire il territorio, parlare di montagna che cambia significa riconoscere che i territori montani sono la cartina al tornasole delle grandi transizioni contemporanee: climatica, demografica, energetica e digitale, dei modelli produttivi e di welfare”.
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