Castione della Presolana, la Cantoniera era chiamata “la piccola Cortina”. Ma la vera Cortina bacchettò le scelte castionesi sulle troppe concessioni edilizie (182 contro 36)
Per Castione Cortina d’Ampezzo è stata musa ispiratrice e tant’è negli anni Trenta la Cantoniera venne soprannominata la “Piccola Cortina”.
Per Castione Cortina d’Ampezzo è stata più volte la musa ispiratrice di consigli e progetti, tant’è negli anni Trenta la Cantoniera della Presolana venne soprannominata la “Piccola Cortina”. Ad esempio, era il 1973 quando l’allora sindaco castionese Tomaso Tomasoni, preoccupato per il continuo amento di concessioni edilizie rilasciate, e avendo la fortuna di avere sul suo territorio due comprensori di sport invernali (Presolana e Pora) quali fonti turistiche ed economiche da tutelare e promuovere, decise di chiedere consiglio agli amministratori della blasonata Cortina.
A trasferirsi nella località turistica regina delle Dolomiti con in tasca un bel numero di domande a cui dare risposta, oltre al sindaco Tomasoni c’erano due suoi consiglieri comunali e l’arch. Gianni Saibene, presidente dell’allora Pro Castione. Scelta migliore non potevano fare considerato che sei anni prima, esattamente dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956, Cortina era stata in grado di ospitare la VII edizione dei Giochi Olimpici invernali. Da quell’incontro cordiale e redditizio di circa tre ore, avvenuto nell’ufficio del vicesindaco cortinese, ebbero modo di raccogliere una serie di suggerimenti utili allo scopo.
“State sbagliando! Oltre a ville e condominidovete offrire storia, musei, cultura e occasioni per il dopo sci”
In merito al comparto degli sport invernali e settimane bianche il vicesindaco indicò loro alcune importanti soluzioni, tra cui in merito agli impianti ed alle attività per il “dopo sci”. Ad un certo punto quando il discorso scivolò sulle 182 nuove concessioni edilizie rilasciate l’anno prima dall’ufficio tecnico di Castione, il vicesindaco di Cortina, sobbalzando e sgranando gli occhi, pronunciò: “Voi siete dei pazzi, noi in un anno, tra nuove costruzioni e ristrutturazioni ne abbiamo concesse 36”. Aggiungendo senza mezzi termini che stavano sbagliando e che se volevano concretamente valorizzare le potenzialità turistiche del loro paese, oltre a ville, appartamenti e condomini, dovevano saper offrire aspetti delle loro origini, storia, cultura, costumi e tradizioni.
“Oltre alle bellezze naturali, ai negozi, hotel, sentieri e piste da sci, per far fronte alle richieste del nuovo turismo, la nostra Cortina da sempre offre quattro Musei e voi nemmeno uno. Cari amici avete una località eccezionale, datevi da fare”, raccontarono che si sentirono dire.
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