politica
|Elezioni provinciali, Gandolfi: “Ecco perchè ho detto no a più seggi sul territorio”
Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Provincia Pasquale Gandolfi in merito alla decisione di non creare dei seggi diffusi sul territorio per le elezioni del 15 marzo. Il presidente ha indirizzato la sua lettera ai sindaci del territorio.
“Alla luce di quanto letto sui quotidiani locali e delle diverse dichiarazioni rilasciate da vari esponenti politici bergamaschi, vi scrivo per chiarire quanto avvenuto nella giornata di ieri in conferenza dei Capigruppo, con riferimento alla decisione di non costituire un numero maggiore di seggi elettorali sul territorio, in vista delle elezioni del Presidente della Provincia del 15 marzo p.v. Tengo a precisare che in qualità di Presidente ho da subito accolto e sostenuto la mozione presentata il 21/11/2025, prot. 79169, portandola al primo Consiglio provinciale utile ed esprimendo in quella sede il mio parere favorevole.
Tuttavia, le verifiche di legittimità espletate dagli uffici preposti hanno anticipato ed evidenziato ieri l’impossibilità a procedere con la costituzione di un numero maggiore di seggi distribuiti nel territorio. Nello specifico, il parere del Segretario Generale, protocollato in data odierna al n. 9755 e il parere n. 3/2026 del Dirigente del Servizio Avvocatura della Provincia, hanno delineato l’illegittimità dell’ipotesi di costituire più seggi, richiamando l’articolo 1 comma 62 della Legge 56/2014, ripreso anche dai pareri prot. n. 6555 del 02/02/2026 e n. 7024 del 03/02/2026 ricevuti dalla Prefettura, che letteralmente riporta: “Il presidente della provincia è eletto con voto diretto, libero e segreto. L’elezione avviene in unica giornata presso un unico seggio elettorale costituito presso l’ufficio elettorale […]”.
La circostanza che in altre Province siano stati costituiti più seggi non incide sull’interpretazione della norma, alla quale gli uffici della Provincia di Bergamo sono tenuti ad attenersi. La scelta del seggio, peraltro, spetta all’Ufficio elettorale, composto, tra gli altri, dal Segretario Generale e dal Dirigente del Servizio Avvocatura e altri funzionari dell’ente e non al Presidente della Provincia, che si limita a prenderne atto all’interno del proprio decreto. Inoltre, nelle medesime note viene valutata la possibilità della distribuzione sul territorio di sottosezioni. Viene palesato che le stesse non possono avere una suddivisione territoriale dei comuni, perché questa tipologia le vedrebbe equiparate a dei seggi. Infine sono state evidenziate possibili criticità sia nella gestione della trasparenza nel voto che organizzazione delle stesse sottosezioni, ad esempio l’impossibilità per legge di svolgere le attività di scrutinio nelle medesime. Equivalente osservazione mi è stata posta sugli orari della consultazione elettorale. Come già avvenuto in passato, ho personalmente chiesto la proroga del termine delle votazioni sino alle 22.00; anche in questo caso l’indicazione ricevuta è di attenersi alle norme vigenti che esplicitano l’orario di votazione in unica giornata dalle 8.00 alle 20.00.
Ho letto con stupore e non poco rammarico certe affermazioni da parte di diversi esponenti politici. Quel che mi ha lasciato allibito è che quanto sopra ricevuto è stato palesemente esposto dal Segretario Generale in conferenza capigruppo, alla presenza di tutte le forze politiche, dove il sottoscritto ha ribadito anche in quella sede la volontà di procedere all’istituzione di più seggi. Per questo trovo del tutto fuori luogo l’attacco personale e politico alla mia persona, quando ancora ieri ho evidenziato la mia volontà di istituire più seggi. Immagino comprendiate e condividiate che ogni atto amministrativo non può basarsi semplicemente sulla nostra volontà politica, lo viviamo ogni giorno nei nostri Comuni: ogni nostro atto è sottoposto a specifico parere di regolarità tecnica amministrativa oltre che di legittimità, parere che, come vi ho anticipato, è stato in merito a questa proposta negativo. Di fronte ad un parere di illegittimità di un provvedimento non possiamo che prenderne atto tutti, compreso il Presidente della Provincia”.


