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Albino, “Casa di gioia”, una famiglia per le persone disabili: “Ci servirebbero altri cinque/sei volontari…”

La coordinatrice: “Attualmente la comunità ha otto ospiti residenti: sei persone con disabilità e un nucleo familiare”.

“Casa di gioia” è un luogo di accoglienza e relazione per le persone disabili e le loro famiglie. Si trova ad Albino in Via delle Rimembranze 6, vicino al cimitero ed è stata aperta a novembre del 2024 dall’associazione GE.DI (Genitori di disabili ODV), nata 25 anni fa in Media Valle Seriana grazie all’iniziativa di alcune famiglie con ragazzi disabili. La struttura, servita da un ascensore, ricorda la classica casa a corte, simbolo di vita comunitaria; all’esterno un ampio terreno è destinato a orto e frutteto.
Casa di gioia è un progetto innovativo che permette di abbinare la residenzialità delle persone disabili con nuclei famigliari fragili, unendo queste due realtà all’interno di un unico servizio. Attualmente – spiega la coordinatrice Cristina Patelli, pedagogista – la comunità ha otto ospiti residenti: sei persone con disabilità e un nucleo familiare composto da marito e moglie, di cui il marito è disabile; inoltre ci sono dei progetti di avvicinamento che coinvolgono altre cinque persone con disabilità che vivono il servizio nei weekend facendo un percorso conoscitivo dell’ambiente e della realtà, provandosi fuori dal nucleo familiare in un clima stimolante e ricco, valutando se Casa di gioia possa essere per loro dimora. La comunità è aperta 24 ore su 24 e vi lavorano a turno sei educatori, un OSS e una operatrice ausiliare presenti di notte, più la cuoca in settimana. Adesso nella struttura operano quattro/cinque volontari: tre ci danno l’opportunità di fare delle attività interne alla comunità; un volontario ci aiuta nei trasporti ai vari laboratori ed eventualmente nelle notti se siamo in urgenza; un altro dedica il suo tempo al fine di creare momenti di qualità con gli ospiti, accompagnandoli a servizi della zona o ad eventi locali. Da fare comunque c’è molto e siamo alla ricerca di altri volontari che ci supportino sia per le iniziative che facciamo all’interno della comunità, che per le attività esterne e soprattutto per quel che riguarda l’accompagnamento dei nostri ospiti nei luoghi di lavoro. Una nostra ospite fa la segretaria alcune ore la settimana alla scuola ABF di Albino e altri lavorano in alcune cooperative di assemblaggio nella zona. Servirebbero quindi cinque/sei volontari che possano dedicare il loro tempo libero; se hanno delle competenze che vogliono condividere, qui sono i benvenuti”.
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