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Colzate, Rina e suoi cani: “Dopo 30 anni lascio, il canile cambia gestione”

É con grande emozione che Il Canile di Colzate dà il benvenuto all’associazione Poldo ODV che dal 1 gennaio 2026 gestirà l’organizzazione della struttura. Saremo sempre noi con la passione, la grinta e il cuore che ci ha sempre motivato. Pensiamo sia doveroso ringraziare l’Associazione diamoci la zampa che per oltre trent’anni ha preso a cuore il nostro progetto”.  Così si legge nel post del canile di Colzate a inizio 2026. Ma che cosa è successo? Dove è finita la mitica Rina Abbadini che ha dato origine a questo luogo di accoglienza per i nostri amici pelosi. Finalmente risponde al telefono perchè era in zona offline a spasso coi suoi “soli” sette cani personali che vivono ora stabilmente a casa sua. Che se va avanti così diventerà sede distaccata del canile. La raggiungo per un caffè e me li presenta tutti. Un trionfo di peli e occhi curiosi. Voi non ci crederete ma sorridono! Andate a vedere le foto sul sito e sui loro social e mi darete ragione: “Certo che sorridono! Adesso sono felici ma ne hanno passate tante”. La più piccola ha un occhio vitreo e cieco, viene addirittura dalla Sicilia: “Non ti racconto tutta la storia ci vorrebbe un numero intero di Araberara. Anzi grazie che mi avete sempre messo gli annunci gratuitamente che gli altri giornali volevano pagassi. Comunque sì, lei è partita da Cene verso Catania con la sua padrona, che poi l’ha abbandonata piena di pus negli occhi in un canile. Insomma qualcuno ha rintracciato la sua provenienza col chip (minuscolo dispositivo elettronico obbligatorio in Italia, impiantato sottocute dal veterinario, che contiene un codice univoco associato al proprietario e registrato nell’Anagrafe Canina n.d.r)  e io ho pagato personalmente 150  euro per riportarla a casa”. Tutti questi cani sul suo furgone hanno storie tristi ma di riscatto e guardano Rina come il Salvatore: “Dai non esageriamo, chiunque poteva fare quello che ho fatto io”. Lei, la Rina, intanto mi gira il “culo” e si mette a parlare con loro e a tranquillizzarli mentre chiude le portiere e si fa due chiacchere con me. Certo, dici  chiunque, ma forse se non c’eri tu trent’anni fa il canile non esisterebbe. Dimmi cosa ti è saltato in mente di farlo visto che non hai mai nemmeno preso uno stipendio: “Ma neanche i rimborsi spese nè!!! Che non hai idea i milioni di km che ho fatto in questi decenni. Però li rifarei tutti anche a marcia indietro!” Quando è partito tutto Caterina: “Chiamami Rina altrimenti non mi conosce nessuno! Io sono di Piario e ho sempre avuto il negozio di alimentari, il Parigi Market (poi ceduto) poi un giorno a Milano mi sono imbattuta in un banchetto della L.A.V. (lega anti vivisezione) ed è stato un colpo di fulmine per la mia vita. Non ne sapevo niente delle immani sofferenze del mondo animale e mi ha devastato vedere quelle foto e conoscere le crudeltà degli uomini verso questi esseri indifesi. Così ho cominciato a seguirli poi a fare banchetti per mio conto in bergamasca. Solo nel tempo libero dal lavoro.
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