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Sarnico, l’intervista all’ex sindaco Dometti: “La piazzola ecologica non andava fatta sul terreno donato dall’ing. Riva con la promessa che fosse destinata a parcheggio”

Era di giugno. Metà giugno del 2004 e Sarnico andava alle elezioni per eleggere il nuovo Sindaco. Franco Dometti allora aveva 52 anni, già fatta la gavetta amministrativa, socialista (“Ero craxiano. Dopo la caduta di Craxi non ho più avuto appartenenza politica”) si presentava con una lista civica, senza riguardi per i partiti o il credo politico della sua squadra. Dopo cinque anni, sempre di giugno, la riconferma a sindaco con il 73% delle preferenze.
“Sì. Dieci anni da sindaco con una lista civica”.
Una lista ecumenica.“Civica, soprattutto il primo quinquennio. Nel 2009 abbiamo allargato la maggioranza coinvolgendo anche un centrodestra moderato, per intenderci Forza Italia, ma sempre in un cointesto di lista civica, Questa parte politica, appunto Forza Italia, si era dimostrata molto attenta, come minoranza, nei cinque anni precedenti, non creando problemi strumentali, anzi, cercando di dare consigli e soluzioni fattibili nell’interesse della nostra cittadina”.
La componente forzista era rappresentata soprattutto dalle sorelle Cadei…  “Infatti una delle sorelle era anche assessora nella mia seconda Giunta”.
E adesso guardi il mondo da un oblò, come dice la canzone, dopo la caduta di Craxi non vuoi più saperne di partiti?
“Adesso politicamente io non mi colloco più da nessuna parte, mi ritengo comunque una persona di centro, diciamo, sono stato socialista. Solo quello, da quando poi non c ‘è più stato quel partito, non ho più avuto tessere”.
Dopo Craxi, basta. Vedo che in tanti adesso, insomma, se non tanti almeno molti, vedendo il panorama politico attuale, rimpiangono Craxi e quel tempo. “E io sono uno di quelli”.
Con la Lega non sei mai stato in sintonia?
“Ho sempre avuto ottimi rapporti personali con tutti, sono stato anche nominato, da tutti i sindaci della provincia di Bergamo presidente dell’ATO provinciale, dove erano rappresentati tutti gli schieramenti e questo a riprova della centralità del mio pensiero politico”.
Un anno fa, alla vigilia delle elezioni, il tuo nome è tornato di attualità, cioè è tornato come punto di riferimento di un ‘alternativa alle due liste che si stavano formando, ambedue a trazione centrodestra. Tu potevi ancora una volta essere il candidato che dava voce a tutti. Come mai non se n’è fatto niente?
“È vero. Non se n’è fatto niente perché probabilmente magari si è partiti un po’ tardi e poi la necessità anche di creare, di trovare anche una squadra, una squadra adatta, ecco perché, vedi, non è importante solamente vincere, è importante poi avere persone che ti diano una mano, persone che siano interessate e disponibili a mettere a disposizione il proprio tempo, magari sottraendolo alla famiglia,  e poi ho visto questo attrito che c ‘era tra le due componenti che venivano avanti, quindi ho deciso che era meglio in quel momento, non presentarsi”.
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