Tavernola, l’ex sindaco Filippo Colosio: “Il cementificio andrà a morire lentamente per conto suo. Il lungolago? Ho fatto la scelta delle scuole, un servizio per tutti…”
L’avevo chiamato “il pacificatore” quando si era presentato come candidato sindaco nel 2014, dopo il quinquennio agitato retto da Massimo Zanni. Filippo Colosio è arrivato alla soglia degli 80 anni ma va ancora in “ditta”, come si diceva una volta, è presidente della gloriosa “Religio et Patria”, che è la Banda musicale del paese. Insomma, non è fuori dai giochi. Ma la sua memoria storica va molto più indietro, è stato nelle Giunte di Gabriele Foresti fin dal 1995 e ancora in quella di Leandro Soggetti nel 2004. “Quindici anni da assessore, poi mi sono preso una pausa, non mi sono candidato quando ci sono state le elezioni vinte da Zanni. E infine cinque anni da sindaco, eletto nel 2014”.
Vale la pena ricordare che chi scrive con Filippo ha passato molti anni di amicizia (un anno organizzammo, noi due soli, una sorta di olimpiadi al campo sportivo per tutti i bambini del paese).
Non ha battuto, a quel che ricordo, il record di suo padre in amministrazione (mi sembra di ricordare che in Consiglio comunale ci sia stato per 23 anni, la gran parte da vicesindaco).
E allora ci sta una domanda provocatoria: avevi due assessori in Giunta che, quando tu hai lasciato, si sono presentati l’un contro l’altro armato. Ti avevo chiamato “pacificatore” ma evidentemente ti sei allevato due vipere in seno. (ride) “Forse facevo bene a ricandidarmi…”.
Quindi la voglia c’è ancora: ti ricandideresti? “Ma dai, ho 80 anni…”.
Finite le premesse amicali arriviamo a Tavernola e ai suoi problemi. E naturalmente, visto quanto detto da Natale Colosio su Araberara, parliamo prima di tutto del cementificio e della famosa convenzione. Chi l’aveva fatta? “Noi ce la siamo trovata fatta, era stato Privato da sindaco a farla, a quel che mi ricordo e noi l’abbiamo mantenuta, è stato Zanni a non rinnovarla. Ci davano dei bei soldi, mi pare intorno, alla fine, fossero 150 mila euro o giù di lì, insomma ricordo che era una cifra abbastanza grossa. Poi con Zanni non l’hanno rinnovata”.
Ma quando sei diventato sindaco non hai tentato di farne una nuova?
“Era cambiata la proprietà, la Sacci era andata in fallimento, era subentrato Caltagirone negli ultimi tempi in cui ero sindaco, era difficile capire con chi trattare. Ma guarda che comunque nei miei cinque anni abbiamo preso comunque dei bei soldi, 130 mila euro per il rifacimento della bretella e poi mi ero fatto comprare il pullmino per i disabili…”.
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