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Sovere, Mattia, 15 anni e l’incendio: “Ho visto le fiamme salire da un tetto e ho suonato ai vigili in Comune. Non sono un eroe, mi sono solo sentito in dovere di farlo”

L’incendio della mattina del 28 gennaio rischiava di trasformarsi in una tragedia, l’intervento di Mattia è stato prezioso.

Quella di mercoledì 28 gennaio doveva essere una mattina come tante altre, invece per alcune famiglie del centro storico (nel borgo San Martino) di Sovere stava per trasformarsi in una tragedia. Le fiamme si alzavano dal tetto di un’abitazione di via Trento, che è rimasta chiusa durante le operazioni di spegnimento e di bonifica, per essere poi riaperta una volta messo in sicurezza l’edificio.
Una mattina come tante altre anche per Mattia Zanni, studente di 15 anni, che attorno alle 7 stava percorrendo la strada che lo porta verso il Municipio, dove attende il pullman che lo accompagna a scuola, a Clusone, dove frequenta il Patronato San Vincenzo, nell’indirizzo macchine utensili.
Solitamente vado in moto, ma quella mattina pioveva ed è stato uno dei pochi giorni in cui mi hanno portato in macchina – spiega dall’altra parte del telefono -. Io abito a Sellere e già sul rettilineo di Sovere, prima di arrivare alla rotonda (quella che porta poi verso Clusone, ndr) ho visto una luce e subito mi sono accorto delle fiamme, che erano già molto alte, e di una colonna di fumo che si alzava. In un primo momento ho pensato stesse bruciando un prato sotto la chiesa. Man mano ci siamo avvicinati però ho capito che aveva preso fuoco il tetto di un’abitazione. Di solito parto verso le 7 da casa, quindi saranno state più o meno le 7:10, non so se qualcuno si fosse accorto prima di me di quello che stava succedendo però la mattina vedo sempre i vigili che entrano nell’ufficio (che si trova al piano terra del Municipio, ndr) e quindi appena sono sceso dalla macchina sono subito andato a controllare se ci fosse la luce accesa. Non ci ho pensato due volte, ho suonato il campanello e ho chiesto agli agenti di uscire perché stava bruciando il tetto della casa, loro hanno chiamato subito i vigili del fuoco e sono partiti, mentre io sono andato a scuola normalmente. Non ho saputo più nulla fino al pomeriggio, quando ho ricevuto la chiamata della sindaca e dell’amministrazione comunale”.
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