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Il lunedì nero di Massimiliano Belingheri: il crollo a valanga (non di neve) delle azioni della Bff provocano le sue dimissioni: “Il Comprensorio non c’entra”

Un terremoto economico, il lunedì neo di Banca Bff ha portato a un cambio di vertice immediato, dopo 12 anni l’amministratore delegato, quello che oggi è chiamato CEO, Massimiliano Belingheri ha rassegnato le dimissioni e contestualmente Bff ha nominato al suo posto Giuseppe Sica, che sinora ricopriva il ruolo di cfo. Belingheri & Colere, il binomio che per molti vuol dire Comprensorio, quello tanto atteso e tanto criticato, il lasciapassare per un Turismo con la t maiuscola, il famoso collegamento sciistico tra Colere e Lizzola. Belingheri, colerese doc che cerca di far partire un progetto che per ora è fermo ancora al palo. Per questo le due vicende, quella del lunedì nero di Banca Bff che lo ha visto rassegnare le dimissioni da Ceo e il Comprensorio hanno qualcosa in comune.
Belingheri pezzo da 90 nel mondo bancario, sino a pochi giorni fa, sempre quel lunedì 2 febbraio, che sul calendario ricorda la Madonna Candelora, la festa della luce, qui invece la luce si è spenta all’improvviso, Belingheri che nel 2023 era il Ceo più pagato nel sistema bancario italiano, qualcosa come 6.4 milioni di euro (a cui ora va probabilmente aggiunta la buonuscita). Belingheri che con la società Valle Decia di cui è presidente Carlo Zanni è al lavoro da tempo per riuscire a far partire l’agognato Comprensorio..
Belingheri rimane consigliere nel cda senza però compiti esecutivi.
Le dimissioni di Belinghieri, spiega una nota, arrivano al fine di “assicurare la piena coesione e l’allineamento all’interno del Consiglio e con il management della banca, che continuerà comunque a supportare nel ruolo di consigliere di amministrazione non esecutivo”.
Il crollo in Borsa è arrivato dopo che l’istituto ha annunciato accantonamenti straordinari per circa 95 milioni di euro per il 2025, con una revisione delle stime per l’intero anno e taglio dei target 2026. Contestualmente, la banca ha comunicato che Massimiliano Belingheri ha rimesso le deleghe da amministratore delegato. Il titolo della banca nelle prime battute non è riuscito a fare prezzo, per poi entrare in contrattazione con un calo del 31% che ha poi ampliato fino a toccare un minimo a 4,106 euro per azione con un calo che superava il 44%. Belingheri detiene il 6% delle azioni della Banca, è il più grande azionista dell’Istituto e fatti due conti, il 25 agosto 2025 un’azione valeva 11 euro e 54 centesimi, venerdì 30 gennaio 8.08 euro e lunedì 2 febbraio alla chiusura 4.50 euro (-44,27%) la perdita per il banchiere scalvino è davvero considerevole.
Ma tecnicamente cosa è successo? nella nota diffusa da Banca Bff, si legge che in vista della potenziale cartolarizzazione, la società ha condotto una revisione interna del proprio portafoglio di factoring e ha posto in essere delle azioni finalizzate al de-risking e al miglioramento della prevedibilità della profittabilità futura. Nel dettaglio, Bff ha annunciato che i risultati del quarto trimestre del 2025 includeranno accantonamenti straordinari per circa 72 milioni, relativi a sentenze legali negative su crediti verso la pubblica amministrazione, un one-off previsto pari a 22 milioni in relazione all’allungamento delle tempistiche di incasso degli interessi di mora, e un restatement del patrimonio netto 2024, con una riduzione di 14 milioni relativa a errori su alcuni incassi factoring effettuati prima di giugno 2023. Per contro, la banca ha circa 53 milioni di ricavi fuori bilancio – interessi di mora, indennizzo forfettario per il recupero del credito e anatocismo – allo stato attuale contabilizzati al momento dell’incasso, relativi a sentenze positive con grado di giudizio definitivo su esposizioni creditizie verso il settore pubblico, non ancora contabilizzati.
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