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Grumello del Monte, Chiara e la tesi di laurea tra Italia e Africa che è diventata una mostra

Un laboratorio che ha messo in dialogo la terza età tra Italia e Malawi è diventata una mostra in biblioteca.

Quello che era nato come un progetto di tesi – un laboratorio che ha messo in dialogo la terza età tra Italia e Malawi – è diventata una mostra allestita nella biblioteca di Grumello del Monte. “Ubuntu – Tessere relazioni nella terza età tra Italia e Malawi”, si intitola così il progetto della 26enne Chiara Uberti. Un progetto che racconta di vite che si intrecciano, memorie che affiorano, spazi condivisi e nuove connessioni, attraverso l’arte che unisce due luoghi lontani, ma mai così vicini.
Chiara, ci racconti cosa c’è dietro questo progetto? “Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione a Bergamo, ho iniziato il Biennio magistrale in Principi e Tecniche della Terapeutica Artistica all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. La Terapeutica Artistica è un’arte che si basa sul prendersi cura di sé e dell’altro. L’artista terapista sperimenta i linguaggi dell’arte come possibilità espressiva, promuove percorsi adeguati alle persone che coinvolge rispettandone i tempi e le fragilità di ciascuno. La terapeutica artistica non richiede alle persone a cui si rivolge competenze particolari, nella relazione con l’altro il processo creativo si arricchisce e questo porta alla creazione di un’opera condivisa, che nasce dal contributo di ogni partecipante. E’ un’arte alla portata di tutti. In questi due anni ho potuto fare diverse esperienze, tra i corsi e i tirocini realizzati in diverse realtà sociali. Per il mio progetto di tesi ho deciso di focalizzarmi sulla figura dell’anziano”.
Perché questa scelta? “Ho deciso di rivolgermi a questa figura perché attraverso alcune esperienze e vissuti legati alle persone anziane ho sentito la volontà di approfondire e riportare all’attenzione questa fase di vita attraverso il fare artistico. Ad oggi l’anziano è una figura spesso percepita come priva di utilità, è una fase di vita che spesso viene associata alla perdita e poco alla ricchezza che porta con sé”.
Prima sei stata in Malawi… “Sono partita insieme ad una mia compagna di Accademia e sono rimasta per due mesi, da dicembre 2024 a gennaio 2025. Qui ho proposto la prima parte del laboratorio di tesi con otto persone anziane in un quartiere della città di Blantyre. In Malawi gli anziani anche se considerate culturalmente come persone sagge e guide, spesso vengono lasciate sole. Ho potuto ascoltare e conoscere alcune storie e da qui ho proposto la realizzazione di una stuoia attraverso l’intreccio di fibre naturali e di materiale plastico; la stuoia è un oggetto tradizionale della cultura malawiana e si trova sia nelle case di un piccolo villaggio sia nelle grandi città. Questo sapere è detenuto principalmente dalle persone anziane”.
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